Tutti parlano del Made in Italy degli infissi come di un successo inarrestabile. Nomisma ha pubblicato il primo rapporto completo sul settore dell'involucro edilizio e i numeri raccontano una storia diversa: sì, 3,5 miliardi di euro di export nel 2024, con una crescita del 28,8% rispetto al 2019. Ma nei primi 9 mesi del 2025 c'è già una flessione del -2,2%.
Il settore vale, cresce, esporta. Ma non è immune dalle crisi. E questo, per chi sta comprando infissi, significa una cosa sola: la qualità italiana si paga, ma deve dimostrare valore concreto.
In sintesi
- Export involucro edilizio italiano: 3,5 miliardi nel 2024 (+28,8% dal 2019)
- Serramenti: 596 milioni di euro, il 17% del totale export
- Primi 9 mesi 2025: flessione del -2,2% rispetto al 2024
- Mercati principali: Europa (oltre 70%) e USA
I numeri che nessuno ti dice
Il rapporto Nomisma — commissionato da Caseitaly Expo con il supporto di ACMI, ANFIT, ASSITES, PILE e FINCO — è il primo studio organico sul settore. E parte da un dato: oltre 21.000 imprese attive in Italia, per un giro d'affari di 15 miliardi di euro nel 2024 e 105.100 addetti.
Le aziende industriali (le top-100 per settore) hanno un fatturato medio di 17 milioni di euro e 53 dipendenti. Concentrate al Nord, esportano prevalentemente in Europa e USA.
Ma il dato che conta è un altro: l'export è strategico, ma non è una garanzia automatica di solidità. La flessione del 2025 riflette le difficoltà macro-economiche. Tradotto: se il mercato rallenta, anche il Made in Italy ne risente.
Cosa esportiamo davvero (e cosa no)
Il rapporto analizza 6 categorie merceologiche. E qui emergono le differenze:
| Categoria | Crescita 2019-2024 | Quota export |
|---|---|---|
| Accessori e componenti | +38% | Maggioritaria |
| Altri prodotti metallo | +36% | Significativa |
| Lattoneria | +31% | Rilevante |
| Serramenti | Crescita moderata | 17% (596 milioni) |
| Maniglieria | +11% | Contenuta |
| Tende e schermature | +9% | Contenuta |
I serramenti — cioè porte, portoni e finestre — rappresentano solo il 17% dell'export totale. Gli accessori e i componenti crescono quasi il doppio. Questo significa che il valore aggiunto italiano sta nella componentistica, non solo nel prodotto finito.
Nota: Quando un serramentista ti dice "Made in Italy", chiedi cosa è italiano davvero: il profilo, la ferramenta, il vetro, l'assemblaggio? Non è tutto uguale.
Dove vanno i nostri infissi
Oltre il 70% dell'export va in Europa (UE ed extra-UE). Francia e USA sono i mercati principali per i serramenti. Anche per tende e schermature solari, stessa classifica.
Nomisma sottolinea che le imprese italiane hanno "un'ottima reputazione internazionale legata a qualità, affidabilità e personalizzazione". Questo conferisce opportunità di crescita, soprattutto per i prodotti premium.
Ma c'è un problema: i mercati premium sono anche i primi a rallentare quando l'economia frena. E il -2,2% del 2025 lo dimostra.
Ferro e alluminio dominano l'export
Il rapporto specifica che i prodotti in ferro e alluminio dominano l'export dei serramenti. Il PVC, pur diffusissimo in Italia, ha meno peso all'estero.
Questo non significa che il PVC sia inferiore. Significa che i mercati esteri — soprattutto Francia e USA — hanno preferenze diverse. In Francia, ad esempio, l'alluminio è lo standard per le nuove costruzioni. In Italia, il PVC domina le ristrutturazioni. Se stai scegliendo tra PVC e alluminio, sappi che la "vocazione export" di un materiale non dice nulla sulla sua qualità per casa tua
Se stai scegliendo tra PVC e alluminio, sappi che la "vocazione export" di un materiale non dice nulla sulla sua qualità per casa tua. Dice solo cosa piace ai mercati esteri.
Cosa significa per chi compra
Il rapporto Nomisma non è un documento per addetti ai lavori. È uno specchio del settore. E quello che vedi è un comparto solido, ma non invincibile.
Se un serramentista ti dice "siamo leader dell'export", chiedigli: in che categoria? Con quale crescita? E soprattutto: cosa significa per te, che stai comprando un infisso per casa tua, non per esportarlo in Francia?
La solidità di un'azienda si misura anche dalla sua capacità di reggere le flessioni. Il -2,2% del 2025 è un test. Chi lo supera, è affidabile. Chi sparisce, no.
Consiglio: Prima di firmare un preventivo, verifica la solidità dell'azienda. Non serve il bilancio, basta una ricerca su Cribis o Cerved. Se l'azienda è in difficoltà, la garanzia decennale vale zero.
La mia opinione
Il rapporto Nomisma conferma quello che vedo da anni: il settore infissi italiano è forte, ma vive di rendita sulla reputazione. L'export cresce, ma non perché siamo imbattibili. Cresce perché i mercati esteri cercano qualità e personalizzazione. E noi, su questo, siamo ancora bravi. Il rapporto Nomisma — commissionato da Caseitaly Expo con il supporto di ACMI, ANFIT, ASSITES, PILE e FINCO — è il primo studio organico sul settore
Ma il -2,2% del 2025 è un campanello d'allarme. Non per il settore in sé, ma per chi pensa che "Made in Italy" sia una garanzia automatica. Non lo è. È una promessa che va mantenuta, ogni volta, su ogni cantiere.
Se stai comprando infissi, non accontentarti del marchio o della reputazione. Chiedi i dati tecnici, verifica le certificazioni, controlla la solidità dell'azienda. Il Made in Italy vale, ma solo se chi te lo vende è ancora in piedi tra 10 anni.