Il mercato degli infissi italiano non esiste. Esiste quello lombardo, quello campano, quello delle città, quello delle aree interne. E chi continua a ragionare come se fossimo un Paese omogeneo sta perdendo clienti senza capire perché.
I dati del Censimento ISTAT 2023 lo dimostrano con una chiarezza imbarazzante: l'Italia è spaccata in almeno 5 mercati abitativi diversi, con esigenze, priorità e capacità di spesa che non hanno niente a che fare l'una con l'altra.
In sintesi
- 73,9% delle famiglie vive in case di proprietà, ma con divari enormi tra Nord (più affitti) e Sud (più proprietà)
- 1% delle abitazioni occupate (268mila, 1,3 milioni di persone) vive in superficie critica: per loro un infisso da 800€/mq è fantascienza
- 322mila abitazioni con coabitazione (699mila famiglie): mercato ignorato, con esigenze specifiche (isolamento acustico > estetica)
- Nord-Centro svuota le case non occupate (+efficienza), Sud-Isole le riempiono di nuovo (+risparmio iniziale)
La proprietà non è uguale dappertutto (e cambia tutto)
Secondo l'ISTAT, il 73,9% delle famiglie italiane vive in case di proprietà. Sembra un dato rassicurante, ma nasconde una realtà frammentata.
Nel Nord-est e nelle Isole la proprietà tocca il 74,9%. Nel Sud scende al 72,4%. Ma il vero spartiacque è un altro: nel Nord-ovest il 21,6% delle famiglie vive in affitto, contro una media nazionale del 19,6%.
Cosa significa per chi vende infissi? Che a Milano o Torino hai davanti inquilini che non decidono un tubo (serve il permesso del proprietario) o proprietari che affittano e cercano il minimo indispensabile per non perdere valore. Nel Sud hai proprietari che vivono in casa propria e ragionano sul lungo periodo, ma con meno liquidità immediata.
Nota: Le Isole mostrano il 10,3% di abitazioni occupate "ad altro titolo" (uso gratuito, comodato). Significa famiglie che vivono in case ereditate o prestate: budget ridotto, decisioni lente, priorità su interventi minimi.
Non è lo stesso mercato. E se il tuo catalogo è uguale per tutti, stai sbagliando.
Città vs aree interne: due pianeti diversi
Nelle città l'84,5% delle abitazioni è occupato. Nelle zone rurali il 55%, in montagna interna il 53,1%. Tradotto: nelle aree urbane il patrimonio abitativo lavora a pieno regime, nelle aree interne metà delle case è vuota o usata saltuariamente.
Perché ti interessa? Perché nelle città la pressione abitativa è alta, gli spazi sono stretti (superficie media 93,5 m² contro i 110 m² delle aree rurali), e l'isolamento acustico vale quanto quello termico. Nelle aree interne hai case grandi, spesso vecchie, con dispersioni termiche da incubo ma zero problemi di rumore.
Se proponi lo stesso infisso a un appartamento milanese di 60 m² e a una casa di montagna di 150 m², stai facendo marketing, non consulenza.
Attenzione: Tra 2021 e 2023 le aree urbanizzate hanno visto un +1,6% di abitazioni occupate, mentre Sud e Isole hanno registrato una lieve crescita delle case non occupate. Il mercato si sta polarizzando: città sempre più piene, aree interne sempre più vuote.
1,3 milioni di italiani vivono in superficie critica (e nessuno gliene parla)
L'ISTAT introduce un indicatore che dovrebbe far riflettere chiunque lavori nel settore: l'ISAC (Indicatore di Superficie Abitativa Critica). Identifica le abitazioni dove una famiglia con almeno 4 componenti vive in uno spazio inferiore al quinto percentile nazionale per metri quadri a persona.

Arexons 4315 6IN1 HELP Rinnova Infissi 500 ml, Spray per Infissi Interni e Esterni, Lucida, Pulisce i Serramenti in Legno Verniciato, Alluminio, Pvc, Incolore, Inodore
€ 12,37
Se hai infissi datati ma funzionanti e non puoi permetterti una sostituzione completa, questo spray multifunzione ti aiuta a mantenerli efficienti più a lungo. Pulisce, lucida e protegge legno, PVC e alluminio con un solo prodotto, ed è una soluzione pratica soprattutto se vivi in zone dove il ricambio degli infissi non è una priorità economica immediata.
Vedi prezzo su Amazon →Risultato: 1% delle abitazioni occupate (268mila case, 1,3 milioni di persone) vive in condizioni di affollamento. Non è un numero marginale. È un mercato intero che il settore degli infissi ignora.
Dove si concentra? Campania (1,8%), Lazio e Sicilia (1,4%), Trentino-Alto Adige e Toscana (1,1%). Nelle città il valore sale all'1,3% (125mila abitazioni, 628mila persone). Nelle aree rurali scende allo 0,7%.
Per queste famiglie, un infisso da 800€/mq è fuori portata. Ma un infisso da 400€/mq che isola decentemente e dura 15 anni potrebbe essere la soluzione. come spiego nell'articolo sulle finestre economiche e i loro costi nascosti Il problema? Nessuno gli sta parlando. Perché il settore continua a inseguire il cliente "medio" che non esiste.
322mila abitazioni con coabitazione: il mercato invisibile
322mila abitazioni italiane ospitano famiglie coabitanti (699mila famiglie in totale). Non stiamo parlando di studenti universitari, ma di nuclei familiari che condividono lo stesso tetto per necessità economica o culturale.
Il 10,6% di queste abitazioni (34mila) è occupato da sole famiglie straniere. Il 24% (77mila) da famiglie pluricomponenti. Il Centro e il Nord-ovest concentrano il 24% ciascuno del totale nazionale.
Cosa significa per gli infissi? Che in queste case l'isolamento acustico vale più dell'estetica. Che la sicurezza (inferriate, porte blindate) è una priorità. Che il budget è compresso, ma la necessità è reale.
Eppure, quanti serramentisti hanno un'offerta pensata per questo target? Quanti sanno che nelle grandi città oltre il 50% delle coabitazioni riguarda famiglie straniere, con esigenze e riferimenti culturali diversi?
Consiglio: Se lavori in città come Roma, Milano, Firenze o Bologna, considera che una fetta significativa del mercato è composta da famiglie coabitanti. Per loro, un infisso con vetrocamera acustica da 40 dB può valere più di un triplo vetro basso-emissivo.
Nord-Centro vs Sud-Isole: due strategie opposte
Tra 2021 e 2023, il Nord e il Centro hanno ridotto le abitazioni non occupate. Il Sud e le Isole le hanno aumentate. Sembra un dato tecnico, ma racconta due Italie con priorità opposte. il Rapporto Nomisma 2026 conferma che il settore vale 15 miliardi di euro, ma è frammentato in mercati regionali con dinamiche opposte
Nel Nord-Centro, il patrimonio abitativo si sta efficientando. Le case vuote tornano sul mercato, spesso dopo ristrutturazioni profonde. Chi compra o ristruttura in queste aree ragiona su efficienza energetica, comfort e valore di rivendita. È il mercato degli infissi performanti, del triplo vetro, delle automazioni.
Nel Sud e nelle Isole, le abitazioni non occupate crescono per due motivi: migrazioni in uscita e alta presenza di seconde case. Chi ristruttura in queste aree spesso ha budget ridotti, priorità su interventi minimi, e cerca il miglior rapporto qualità-prezzo. È il mercato del doppio vetro basso-emissivo, del PVC economico ma affidabile, delle soluzioni "sufficienti". infissi in PVC economici ma affidabili
Non è un giudizio di valore. È una fotografia. E se continui a proporre lo stesso prodotto a entrambi i mercati, stai perdendo clienti da una parte e margine dall'altra. la scelta tra PVC e alluminio dipende esattamente da queste variabili territoriali
La mia opinione
Il settore degli infissi continua a ragionare come se l'Italia fosse un Paese omogeneo. Non lo è. I dati ISTAT lo dimostrano con una chiarezza che fa male.
Ci sono famiglie che vivono in 60 m² in quattro, per cui un infisso da 800€/mq è un lusso inaccessibile. Ci sono 322mila abitazioni con coabitazione, dove l'isolamento acustico vale più dell'estetica. Ci sono aree del Nord dove l'efficienza energetica è una priorità, e aree del Sud dove il budget è il vincolo reale.
Il problema non è il prodotto. È che continuiamo a vendere lo stesso prodotto a mercati diversi, con esigenze opposte. E poi ci lamentiamo che "il mercato è fermo".
Il mercato non è fermo. È che stiamo parlando alle persone sbagliate, con le par