Il Governo ha approvato il nuovo Piano Casa. L'annuncio è arrivato il 30 aprile 2026, con un decreto-legge proposto dalla presidente Giorgia Meloni e dal viceministro Matteo Salvini. L'obiettivo dichiarato: rendere disponibili circa 100mila alloggi in 10 anni, agendo sul patrimonio pubblico di edilizia residenziale pubblica e promuovendo l'edilizia integrata con i privati.
Buona notizia per chi è in lista d'attesa per una casa popolare. Per chi invece sta valutando di cambiare le finestre di casa propria, il decreto non sposta quasi nulla.
In sintesi
- Il decreto-legge punta a recuperare circa 60mila alloggi ERP non assegnabili e a crearne di nuovi senza consumo di suolo
- Le risorse pubbliche messe in campo superano i 10 miliardi di euro, gestiti tramite INVIMIT SGR
- I privati che aderiscono devono garantire almeno 70 alloggi su 100 a prezzi calmierati (sconto minimo del 33% sul mercato)
- Per il settore serramenti l'impatto diretto è limitato: nessun incentivo specifico per infissi o riqualificazione energetica privata
I tre pilastri del Piano Casa 2026
Il decreto-legge si regge su tre assi distinti. Il primo riguarda il recupero del patrimonio ERP esistente: circa 60mila alloggi popolari oggi non assegnabili perché in condizioni inadeguate. Servono interventi di ristrutturazione e rifacimento degli impianti. È qui che, in teoria, potrebbe esserci qualche lavoro per il settore serramenti — ma si tratta di appalti pubblici, non di incentivi per i privati.
Il secondo pilastro concentra le risorse in un unico strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR. Fondi europei e nazionali oggi dispersi tra vari livelli di governo verranno raccolti in comparti regionali dedicati. L'obiettivo è evitare la frammentazione che ha reso inefficaci molti programmi precedenti.
Il terzo pilastro coinvolge i privati. Chi costruisce con procedure semplificate deve garantire che almeno 70 alloggi su 100 siano venduti o affittati a prezzi calmierati, con uno sconto minimo del 33% rispetto al mercato. Le semplificazioni burocratiche si applicano solo alla quota convenzionata; sul resto vale la disciplina ordinaria.
Attenzione: Il decreto-legge deve ancora completare l'iter parlamentare per l'approvazione definitiva. Le misure descritte si riferiscono al testo approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 aprile 2026. Verifica gli aggiornamenti sul sito della Gazzetta Ufficiale per la versione definitiva.
Piano Casa 2026 e serramenti: l'impatto reale
Numeri alla mano, l'effetto sul mercato degli infissi sarà modesto. Il Piano Casa non introduce incentivi fiscali per la sostituzione di serramenti nelle abitazioni private. Non tocca le aliquote dell'Ecobonus. Non finanzia la riqualificazione energetica delle case di proprietà.
Il potenziale effetto indiretto riguarda i lavori di ristrutturazione degli alloggi ERP recuperati. Sessantamila appartamenti da rimettere in sesto significano, in linea teorica, un certo volume di serramenti da sostituire. Ma si tratta di commesse pubbliche, con gare d'appalto e tempi lunghi — non di domanda privata immediata. il calo delle ristrutturazioni nel 2025 racconta bene cosa succede quando mancano incentivi strutturali
Resta aperto un problema ben più grande. Secondo uno studio recente di ENEA e MCE Lab, in Italia esistono tra 8 e 10 milioni di abitazioni vuote, molte delle quali in condizioni energetiche critiche. Questo patrimonio non viene toccato dal Piano Casa. E senza incentivi strutturali per la riqualificazione privata, difficilmente si muoverà.
Il vero nodo: la direttiva EPBD ancora senza recepimento
Qui sta il punto che il decreto non affronta. L'Italia non ha ancora recepito la direttiva EPBD sull'efficienza energetica degli edifici — come abbiamo già raccontato nella news sulla procedura di infrazione UE aperta contro l'Italia. Il mancato recepimento espone il Paese a una sanzione comunitaria.
La direttiva EPBD è quella che dovrebbe spingere la riqualificazione energetica degli edifici peggiori — le classi F e G — con obblighi graduali e incentivi strutturali. Senza recepimento, non ci sono obiettivi vincolanti, non ci sono strumenti fiscali adeguati, e i cittadini continuano a pagare bollette elevate per abitazioni con finestre e pareti inefficienti. cosa cambia davvero per gli infissi se l'Italia non recepisce la direttiva Case Green
Un Piano Casa senza efficienza energetica è come ristrutturare la facciata e lasciare le finestre rotte.
Consiglio: Se stai valutando di cambiare gli infissi nel 2026, non aspettare nuovi incentivi legati al Piano Casa — non arriveranno a breve. I bonus attualmente disponibili (Ecobonus, Bonus Casa) restano lo strumento principale. Consulta la nostra guida completa al bonus infissi 2026 per capire quale canale fa al caso tuo.
Il mio parere
Il Piano Casa 2026 è un provvedimento serio per l'emergenza abitativa. Centomila alloggi in dieci anni, dieci miliardi pubblici, coinvolgimento dei privati con regole chiare: non è fuffa istituzionale. Ma non è nemmeno quello che il settore serramenti aspettava.
Il vero problema rimane intatto: milioni di case private energeticamente disastrose, una direttiva europea non recepita e nessun incentivo strutturale per chi vuole riqualificare di propria iniziativa. Il Piano Casa sistema il patrimonio pubblico — e fa bene. Ma finché l'EPBD resta in un cassetto, chi paga le bollette salate è sempre il cittadino privato. Con le sue vecchie finestre.