Da dicembre 2025 a maggio 2026, il prezzo dell'alluminio sul London Metal Exchange è salito del 25%: da 2.800 dollari a tonnellata a quasi 3.600 dollari. È il livello più alto dal marzo 2022, quando scoppiò la guerra in Ucraina. ne avevo già parlato quando i prezzi alluminio erano saliti del 45% in dieci mesi La causa questa volta è la crisi nel Golfo Persico e il blocco dello stretto di Hormuz. Se stai valutando infissi in alluminio, questa notizia riguarda direttamente il tuo preventivo.
In sintesi
- Il prezzo dell'alluminio al LME ha raggiunto 3.600 dollari/tonnellata, +25% in sei mesi
- Il blocco dello stretto di Hormuz ha interrotto forniture che valevano il 25% dell'offerta non cinese
- J.P. Morgan stima un possibile ulteriore rialzo fino a 4.000 dollari/tonnellata
- L'Europa importa l'80% dell'alluminio che consuma: è la più esposta alla crisi
Cosa ha scatenato la crisi dei prezzi alluminio
Il blocco dello stretto di Hormuz ha interrotto i flussi commerciali di numerose materie prime, alluminio incluso. Prima della crisi, le forniture provenienti dai Paesi del Golfo rappresentavano il 9% dell'offerta globale e quasi il 25% delle forniture non cinesi. Non è una quota trascurabile.
A peggiorare la situazione, secondo quanto riporta Cosmoserr, gli attacchi iraniani ai due grandi impianti di fusione di EGA e ALBA hanno messo in crisi una produzione annua di circa 7 milioni di tonnellate di metallo. Nel frattempo, la produzione manifatturiera cinese assorbe materie prime a ritmo sostenuto, riducendo la disponibilità globale.
Il quotidiano francese Le Monde ha dedicato uno speciale alla questione, citando le previsioni della Banca Mondiale: un aumento medio dei prezzi del 16% per petrolio, gas, fertilizzanti, metalli entro il 2026. L'alluminio è tra i più colpiti.
Perché l'Europa è la più vulnerabile
L'Europa ha delocalizzato la produzione primaria di alluminio — principalmente in Cina — per ragioni finanziarie, energetiche e ambientali. Il risultato è che oggi importa l'80% dell'alluminio che consuma. La Cina, invece, rappresenta il 60% della produzione mondiale e può contare su una sovraccapacità produttiva che la isola in parte dagli shock esterni.
Mario Conserva, segretario generale di Face (Federazione europea dei consumatori di alluminio), ha quantificato il problema in una nota ufficiale: «Con le quotazioni dell'alluminio al LME che hanno raggiunto i 3.600 dollari e vedono avvicinarsi quota 4.000, il sovraccarico di costi per l'industria europea rischia di esplodere fino a 1,8 miliardi di euro l'anno».
Face denuncia anche un elemento strutturale che aggrava la situazione: esiste da decenni un dazio all'importazione sull'alluminio grezzo, una materia prima che l'UE non produce più autonomamente. Un paradosso che penalizza tutta la filiera a valle, serramenti inclusi.
Attenzione: J.P. Morgan stima che i prezzi dell'alluminio potrebbero salire ulteriormente fino a 4.000 dollari per tonnellata. Se hai un preventivo per infissi in alluminio già in mano, verifica la sua validità temporale: molti serramentisti stanno aggiornando i listini con frequenza superiore al solito.
Cosa significa per chi deve comprare infissi in alluminio
Il costo dell'alluminio come materia prima incide direttamente sul prezzo finale degli infissi. Non è una relazione immediata — ci sono margini commerciali, scorte, contratti a lungo termine — ma una variazione del 25% in sei mesi non può restare assorbita indefinitamente dalla filiera.
Come spiego nella guida agli infissi in alluminio, chi ti propone profili a prezzi insolitamente bassi in questo momento sta probabilmente tagliando sulla qualità dei componenti — guarnizioni, ferramenta, trattamenti superficiali — non sul margine. Il mercato non regala niente, specialmente in una fase di pressione sui costi delle materie prime.
La crisi coinvolge tutta la filiera industriale: automotive, edilizia, packaging, aerospazio. I serramentisti non sono un'isola. Chi ha ordini in corso con prezzi bloccati potrebbe trovarsi a rinegoziare. Chi deve ancora ordinare si trova davanti a listini già rivisti al rialzo.
Un rialzo del 25% sulla materia prima non si traduce in un +25% sul preventivo finale. Ma si traduce in qualcosa — e quel qualcosa lo paghi tu.
Aspettare o comprare adesso?
La domanda che si pone chi sta ristrutturando è legittima: conviene aspettare che i prezzi scendano? La risposta dipende da quanto durerà la crisi nel Golfo Persico, e nessuno lo sa con certezza.

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Vedi prezzo su Amazon →Quello che sappiamo è che J.P. Morgan vede un rischio rialzo, non un rientro a breve. La Banca Mondiale prevede pressioni sui prezzi delle materie prime per tutto il 2026. E l'Europa, strutturalmente dipendente dall'import, non ha leve rapide per compensare.
Consiglio: Se hai già un preventivo per infissi in alluminio, chiedi esplicitamente al serramentista per quanto tempo è valido e se il prezzo è bloccato. In una fase di volatilità delle materie prime, un preventivo senza scadenza esplicita non vale molto.
Vale anche la pena ricordare che non tutti gli infissi sono ugualmente esposti. Se le tue esigenze non richiedono specificamente l'alluminio — grandi dimensioni, profili minimali, ambienti aggressivi — il PVC resta un'alternativa con prestazioni termiche equivalenti e meno sensibile alle oscillazioni di questa materia prima specifica. Ne ho parlato a fondo nel confronto tra i materiali nella guida all'acquisto degli infissi in alluminio.
Il mio parere
La crisi dell'alluminio non è una notizia di settore per addetti ai lavori. È una notizia che riguarda chiunque stia aspettando il momento giusto per cambiare gli infissi. Il momento giusto, se hai già deciso per l'alluminio, non è tra sei mesi. Le proiezioni di J.P. Morgan non sono ottimistiche, e l'Europa — che non produce quasi nulla da sola — non ha strumenti per ammortizzare rapidamente questi shock. Aggiungi il dazio paradossale sull'alluminio grezzo importato, e capisci che la struttura del problema è vecchia, non contingente. Aspettare sperando in un ribasso è una scommessa. Decidere con dati chiari in mano è un'altra cosa.