Il 27 febbraio 2026 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato i modelli definitivi per la stagione dichiarativa 2026: 730, Redditi, 770, Irap e Cpb. Per chi ha sostituito gli infissi nel 2025, questo non è un comunicato stampa come tanti. È il momento in cui capisci se recupererai davvero quei soldi o se li hai persi per strada.
Perché il bonus infissi 2026 non è automatico. Hai fatto i lavori, hai pagato con bonifico parlante, hai inviato la pratica ENEA. Ma se sbagli a compilare la dichiarazione dei redditi, quei soldi non li vedi. E il 30% delle persone sbaglia esattamente qui.
Questa news ti spiega cosa devi fare adesso che i modelli sono online, quali righi compilare, quali documenti preparare e dove si nascondono gli errori che fanno saltare tutto.
In sintesi
- I modelli 730 e Redditi 2026 sono online dal 27 febbraio: chi ha sostituito infissi nel 2025 deve compilarli per recuperare la detrazione
- La detrazione si recupera in 10 rate annuali: il primo anno dichiari l'intera spesa, poi il sistema calcola automaticamente le rate successive
- Righi da compilare: E41-E43 per Ecobonus, E51-E53 per Bonus Casa, E61-E63 per Bonus Sicurezza (nel modello 730)
- Documenti obbligatori: bonifico parlante, fatture, pratica ENEA (dove richiesta), asseverazione tecnica per Ecobonus
Cosa sono i modelli 2026 e perché ti riguardano
Il modello 730 è il modulo che lavoratori dipendenti e pensionati usano per dichiarare i redditi e ottenere le detrazioni fiscali. Il modello Redditi (ex Unico) è per chi ha partita IVA, redditi da locazione o situazioni più complesse. Entrambi permettono di recuperare le spese sostenute nel 2025 per la sostituzione degli infissi.
La pubblicazione dei modelli definitivi segna l'inizio della stagione dichiarativa. Da questo momento puoi compilare la dichiarazione — o meglio, puoi farla compilare dal tuo CAF, commercialista o intermediario abilitato. Se usi il 730 precompilato, i dati delle spese tracciabili potrebbero già essere inseriti, ma non sempre.
E qui sta il primo errore: dare per scontato che tutto sia già dentro. Le spese per infissi non sempre vengono precaricate nel 730 precompilato. Dipende da come il fornitore ha trasmesso i dati all'Agenzia delle Entrate. Se manca qualcosa, devi aggiungerlo tu. Se non lo fai, perdi la detrazione.
Quali righi compilare per le detrazioni infissi
Nel modello 730/2026, le detrazioni per infissi vanno inserite in sezioni diverse a seconda del bonus utilizzato. Se hai letto la nostra guida completa ai bonus infissi 2026, sai che esistono tre canali: Ecobonus, Bonus Casa e Bonus Sicurezza. Ognuno ha i suoi righi.
Ecobonus (righi E41-E43): Qui dichiari le spese per la sostituzione di infissi con miglioramento dell'efficienza energetica. Devi indicare l'importo totale della spesa sostenuta nel 2025, il numero di rate (10) e l'anno di inizio della detrazione (2026). Il sistema calcolerà automaticamente la quota annuale.
Bonus Casa (righi E51-E53): Per interventi di manutenzione straordinaria che includono la sostituzione degli infissi. Stessa logica: importo totale, 10 rate, anno di inizio. Se hai fatto altri lavori oltre agli infissi, la spesa complessiva va qui, ma deve rientrare nei massimali previsti.
Bonus Sicurezza (righi E61-E63): Per porte blindate, inferriate e infissi antieffrazione. Anche qui: importo, rate, anno. Se hai separato le spese tra Ecobonus per le finestre e Bonus Sicurezza per le inferriate, compilerai due sezioni diverse.
Attenzione: Non puoi detrarre la stessa spesa con due bonus diversi. Se hai inserito gli infissi nell'Ecobonus, non puoi metterli anche nel Bonus Casa. L'Agenzia delle Entrate incrocia i dati e l'errore salta fuori al primo controllo.
Nel modello Redditi PF (persone fisiche), i righi sono diversi ma la logica è identica. Sezione II del Quadro RP per Ecobonus, Sezione III per Bonus Casa, Sezione IV per Bonus Sicurezza. Se hai un commercialista, lui sa dove mettere le mani. Se compili da solo, verifica due volte.
I documenti che devi avere pronti
La dichiarazione dei redditi non è un esercizio di memoria. È un esercizio di documentazione. Se non hai i documenti giusti, la detrazione non passa. Ecco cosa ti serve davvero.

EZVIZ Campanello Digitale con Schermo Tattile a Colori da 4,3'' Videocitofono Senza Fili con Batteria Ricaricabile da 4600 mAh, Rilevamento del Movimento PIR, Audio Bidirezionale, Modello CP4
€ 169,99
Se stai sostituendo infissi o porte d'ingresso, considera di completare l'intervento con un videocitofono smart come questo EZVIZ. È un acquisto che migliora la sicurezza domestica e, se abbinato a lavori di ristrutturazione già in corso, può rientrare nelle spese detraibili da dichiarare nel 730.
Vedi prezzo su Amazon →Bonifico parlante. Deve riportare la causale con il riferimento normativo (art. 16-bis DPR 917/86 per Bonus Casa, art. 14 DL 63/2013 per Ecobonus), il tuo codice fiscale e la partita IVA del fornitore. Se hai pagato in più tranche, serve un bonifico parlante per ogni pagamento. Un bonifico ordinario non vale. Un assegno non vale. Il contante non esiste.
Fatture. Devono essere intestate a te, riportare la descrizione dettagliata dei lavori e il costo separato tra manodopera e materiali (anche se per le detrazioni infissi questa distinzione non è sempre rilevante). Se la fattura è generica — "fornitura e posa serramenti" senza specifiche — rischi contestazioni.
Pratica ENEA. Per Ecobonus e Bonus Casa, la trasmissione dei dati sul portale bonusfiscali.enea.it è obbligatoria. Devi avere la ricevuta di avvenuta trasmissione con il codice CPID. Senza quello, per l'Ecobonus perdi tutto. Per il Bonus Casa le conseguenze sono meno automatiche, ma il rischio resta.
Asseverazione tecnica. Per l'Ecobonus serve l'asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il rispetto dei requisiti di trasmittanza termica. Non è il serramentista a farla: è un ingegnere, architetto o geometra. Se non ce l'hai, la detrazione non passa.
Scheda tecnica dei serramenti. Deve riportare i valori Uw (trasmittanza del serramento) e Ug (trasmittanza del vetro). Serve per compilare la pratica ENEA e per dimostrare, in caso di controllo, che i serramenti installati rispettano i requisiti minimi.
Consiglio: Prepara una cartella digitale con tutti questi documenti. Scansiona tutto, rinomina i file in modo chiaro (es. "bonifico_infissi_2025.pdf", "fattura_serramentista.pdf") e tienili pronti per il CAF o il commercialista. Ti farà risparmiare tempo e ti eviterà di dover rincorrere il serramentista a distanza di mesi.
Gli errori che fanno saltare la detrazione
Ho visto persone perdere migliaia di euro per errori banali in dichiarazione. Ecco i più frequenti.
Sbagliare l'anno di sostenimento della spesa. La detrazione si applica nell'anno in cui hai pagato, non nell'anno in cui hai fatto i lavori. Se i lavori sono finiti a dicembre 2025 ma hai pagato a gennaio 2026, la spesa va nella dichiarazione 2027, non 2026. Sembra ovvio. Non lo è.
Non indicare la ripartizione corretta. Se l'immobile è cointestato, la detrazione va ripartita tra i cointestatari in base alla percentuale di proprietà. Se sei proprietario al 50% e dichiari il 100% della spesa, l'Agenzia delle Entrate te lo contesta. E dovrai restituire tutto, con sanzioni.
Confondere abitazione principale e prima casa. L'aliquota del 50% si applica sull'abitazione principale (dove hai la residenza e dimori abitualmente). Se hai la "prima casa" ai fini dell'imposta di registro ma non ci vivi, l'aliquota è 36%. Dichiarare il 50% quando spetta il 36% è un errore che costa caro.
Non conservare i documenti. L'Agenzia delle Entrate può chiedere la documentazione fino a 5 anni dopo la dichiarazione. Se non hai più le fatture, i bonifici o la pratica ENEA, non puoi dimostrare nulla. E la detrazione salta, con obbligo di restituzione delle somme già recuperate.
Dimenticare le rate successive. La detrazione si recupera in 10 anni. Il primo anno dichiari l'intera spesa, poi il sistema calcola le rate automatiche. Ma se cambi residenza, vendi l'immobile o modifichi la tua situazione fiscale, devi gestire le rate residue in modo diverso. Ignorare questo aspetto può farti perdere le rate successive.
Cosa fare se hai dubbi sulla compilazione
Se non sei sicuro di come compilare la dichiarazione, non improvvisare. Il fai-da-te fiscale funziona quando sai cosa stai facendo. Altrimenti è il modo più veloce per perdere soldi.
Tre opzioni: CAF, commercialista o intermediario abilitato. Il CAF è gratuito per chi ha redditi da lavoro dipendente o pensione. Il commercialista costa, ma se la tua situazione è complessa (più immobili, più bonus, partita IVA) è l'investimento più sicuro. L'intermediario abilitato è una via di mezzo: meno costoso del commercialista, più specializzato del CAF generico.
Porta tutti i documenti elencati sopra. Spiega quali lavori hai fatto, quale bonus hai usato, se hai cointestatari o situazioni particolari. Non dare per scontato che "tanto lo sanno loro". Il professionista sa come funziona la dichiarazione, ma non sa cosa hai fatto tu. Se non gli dici tutto, non può compilare correttamente.
Nota: Se hai usato il 730 precompilato negli anni scorsi, quest'anno controlla con attenzione la sezione delle detrazioni. Le spese per infissi potrebbero non essere precaricate, o potrebbero essere sbagliate. Verifica sempre prima di confermare.
Scadenze da non perdere
Il modello 730/2026 può essere presentato dal 30 aprile al 30 settembre 2026. Se usi il 730 precompilato, puoi inviarlo anche prima, appena disponibile (indicativamente da metà maggio). Il modello Redditi PF ha scadenza 30 novembre 2026.
Ma attenzione: presentare la dichiarazione in ritardo non ti fa perdere la detrazione, ti fa perdere i rimborsi veloci. Se presenti il 730 entro maggio, il rimborso arriva a luglio-agosto in busta paga o pensione. Se lo presenti a settembre, slitta a dicembre o gennaio successivo. Se presenti il modello Redditi, il rimborso può arrivare anche dopo un anno.
Tradotto: prima compili, prima vedi i soldi. Non aspettare l'ultimo giorno.
Il mio parere
I modelli 2026 sono online. Questo è il momento in cui si decide se hai fatto bene i compiti o se hai perso la detrazione per strada. Non è questione di fortuna: è questione di documenti, righi giusti e attenzione ai dettagli.
Il 30% delle persone sbaglia qui. Non perché i modelli siano complicati, ma perché danno per scontato che "tanto il commercialista sa". Il commercialista sa, ma solo se tu gli dai tutti i documenti. Se dimentichi la pratica ENEA, se non hai il bonifico parlante, se confondi i bonus, il commercialista non può inventarsi nulla.
Prepara tutto adesso. Controlla i documenti, verifica i bonifici, recupera la ricevuta ENEA. E se hai dubbi, chiedi a un professionista prima di compilare. Perdere la detrazione per un errore evitabile è l'unico vero spreco in questa storia.