Quando compri una porta blindata, il venditore ti racconta sempre la stessa storia: i furti aumentano, la zona è a rischio, devi proteggerti. Ma quanti furti ci sono stati davvero nella tua provincia? E soprattutto: stanno crescendo o calando? Il CENSIS ha appena pubblicato la quarta edizione dell'Osservatorio sulla Sicurezza della Casa, realizzato con il Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno. I dati sono freschi, verificabili e raccontano una storia diversa da quella che ti aspetti.
La Lombardia resta la regione con più furti in Italia: 34.333 episodi nel 2024. Il Veneto è al secondo posto per numero assoluto con 18.561. Ma nel primo semestre 2025 il fenomeno rallenta quasi ovunque. Eppure il 90,8% degli italiani considera la sicurezza domestica sempre più importante. Questa è la contraddizione che nessuno ti spiega quando ti vende una porta: i dati dicono una cosa, la percezione ne dice un'altra. E tu, nel mezzo, devi decidere quanto spendere.
In sintesi
- Lombardia: 34.333 furti nel 2024 (22,1% del totale nazionale), ma -4,9% nel primo semestre 2025. Milano città a -13,8% sul 2023.
- Veneto: 18.561 furti nel 2024 (+16,8% sul 2023), secondo posto nazionale, ma -3,6% nel primo semestre 2025.
- Padova e Verona tra le più colpite del Veneto; Como e Monza tra le più colpite d'Italia ma con cali oltre il 18% nel 2025.
- Il 90,8% degli italiani considera la sicurezza domestica sempre più importante, il 64,1% prevede di investire di più.
Furti in abitazione: i numeri reali di Lombardia e Veneto
Partiamo dai due poli. La Lombardia è la regione con il maggior numero assoluto di furti in abitazione in Italia: 34.333 episodi nel 2024, pari al 22,1% del totale nazionale. Tra il 2019 e il 2024 l'andamento è stato sostanzialmente piatto: +1,1%. Nessuna esplosione. E nel primo semestre 2025 i furti scendono a 14.079, con una riduzione del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima.
Attenzione a non farti ingannare dai numeri assoluti. La Lombardia ha 34,2 furti ogni 10.000 abitanti, ma per incidenza si colloca solo al quinto posto nazionale, dietro Umbria, Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna. Tradotto: i furti sono molti perché la popolazione è alta, ma il rischio per singolo abitante è inferiore ad altre regioni.
Il Veneto racconta una dinamica diversa. Concentra l'11,9% dei furti nazionali con 18.561 episodi nel 2024, un aumento del 16,8% sul 2023. Con 38,3 furti ogni 10.000 abitanti sta al terzo posto per incidenza, ben sopra la media italiana di 26,4. Se abiti in Veneto, il rischio di subire un furto è del 45% superiore alla media nazionale. Ma anche qui c'è l'inversione: tra gennaio e giugno 2025 i furti scendono a 6.833 contro i 7.088 del 2024, un calo del 3,6%. Il primo segnale dopo cinque anni di crescita costante: dal 2019 al 2024 i furti erano cresciuti del 21,3%.
Le rapine in abitazione, quelle con violenza diretta sulle persone presenti, restano statisticamente rare: 336 in Lombardia e 143 in Veneto nel 2024. Poche, ma quando accadono lasciano conseguenze psicologiche che vanno oltre il danno materiale. Questo dato giustifica investimenti in sicurezza, non il terrorismo psicologico che alcuni venditori usano per spingere prodotti sovradimensionati.
Nota: L'incidenza per 10.000 abitanti è il dato che conta davvero. Un numero assoluto alto in una provincia popolosa può corrispondere a un rischio individuale inferiore rispetto a una provincia piccola con furti più concentrati.
Le città: Milano cala, Padova cresce ancora
Milano è l'esempio perfetto di quanto la percezione tradisca i numeri. Il comune ha registrato 3.152 furti nel 2024, una diminuzione del 13,8% rispetto al 2023: 23,1 furti ogni 10.000 abitanti, una delle performance migliori tra le grandi città italiane. Se abiti a Milano, il rischio è più basso di quello che percepisci leggendo le cronache locali. L'area metropolitana conta 9.451 furti (29,1 ogni 10.000), seconda solo a Roma, ma con il trend che migliora anche nel 2025: -6,6% nel primo semestre.
Il Veneto mostra il quadro opposto, con dinamiche diverse persino tra province vicine. Padova è tra le più esposte d'Italia: 4.050 furti nel 2024, incidenza di 43,4 ogni 10.000 abitanti (quarto posto nazionale), un aumento del 25,1% sul 2023. E qui il rallentamento nazionale non si è ancora visto: nel primo semestre 2025 gli episodi salgono a 1.554, +4,7%.
Verona resta su livelli alti: 3.935 furti nel 2024, incidenza di 42,4 ogni 10.000 abitanti (ottavo posto nazionale), +13,4% su base annua. Nel primo semestre 2025 registra 1.601 episodi, con un lieve aumento dell'1,8%. Venezia, invece, ha già invertito la rotta: 3.250 furti nel 2024 (38,9 ogni 10.000 abitanti), ma nel primo semestre 2025 scende a 1.100 episodi, -5,7%.
Le province più colpite d'Italia sono in Lombardia
Due delle prime tre province italiane per incidenza dei furti si trovano in Lombardia. Como è al secondo posto nazionale con 45,3 furti ogni 10.000 abitanti e 2.709 episodi nel 2024. Ma il primo semestre 2025 segna un'inversione netta: 1.012 furti, -18,5%.
Monza e Brianza è al terzo posto nazionale con 45 furti ogni 10.000 abitanti, 3.961 reati e un +21,5% sul 2023. Anche qui il 2025 cambia tutto: 1.302 furti nel primo semestre, -24,7%. Un dato che suggerisce un cambio di tendenza in corso. Brescia è quarta per valore assoluto con 4.680 furti nel 2024 (37 ogni 10.000, +4,3% sul 2023), anch'essa in calo nel primo semestre 2025.
Nota: I dati provinciali mostrano dinamiche opposte anche all'interno della stessa regione. Padova continua a crescere, Venezia e Monza rallentano. La classe di sicurezza della tua porta blindata deve tenere conto del contesto specifico, non solo della media regionale.
L'Indice di Sicurezza Domestica: la percezione peggiora ovunque
L'Indice regionale della Sicurezza Domestica elaborato da CENSIS-Verisure combina sicurezza reale e percepita, integrando contesto territoriale, rischio di eventi critici in casa e caratteristiche strutturali dell'abitazione. Si articola in tre dimensioni: sicurezza della zona di residenza, sicurezza personale domestica, sicurezza delle infrastrutture.
Nel 2025 il Veneto crolla al 17° posto, arretrando di 8 posizioni rispetto al 2024 quando era nono. La Lombardia si posiziona 18ª, in calo di una posizione. In entrambi i casi le infrastrutture fisiche e informatiche sono sopra la media (il Veneto è sesto, la Lombardia quinta), ma la percezione di insicurezza personale peggiora.
Ecco il punto che sfugge a tutti: la percezione di insicurezza cresce anche quando i dati reali migliorano. Il Veneto ha visto un calo del 3,6% dei furti nel primo semestre 2025, eppure arretra di 8 posizioni nell'indice. Gli abitanti si sentono meno sicuri nonostante i numeri dicano il contrario. E la Lombardia, con molti furti ma case mediamente più recenti e meglio dotate, dimostra che il rischio è alto per densità abitativa, non per vulnerabilità delle abitazioni.
La sicurezza percepita e la sicurezza reale viaggiano su binari diversi. E quando compri una porta blindata, stai pagando per entrambe.
Il 90,8% degli italiani vuole investire di più in sicurezza
Il rapporto CENSIS evidenzia che il 90,8% degli italiani considera la sicurezza in casa un elemento sempre più importante. L'84,9% ritiene che i dispositivi di protezione aumentino la serenità quotidiana. E il 64,1% pensa che nei prossimi anni investirà più risorse per proteggere la propria casa.
Questi numeri spiegano perché il mercato della sicurezza domestica è in crescita costante. Ma spiegano anche perché è facile vendere soluzioni sovradimensionate: la domanda è alta, la competenza tecnica del cliente è bassa, la paura è alimentata da cronache e social. La percezione del rischio è più alta del rischio statistico di subirne uno.
Investire in sicurezza è razionale, ma deve essere proporzionato al rischio effettivo, non alla paura percepita.
| Provincia | Furti 2024 | Incidenza ogni 10.000 ab. | Variazione 2023-2024 | Trend 1° sem. 2025 |
|---|---|---|---|---|
| Brescia | 4.680 | 37,0 | +4,3% | in calo |
| Padova | 4.050 | 43,4 | +25,1% | +4,7% |
| Monza e Brianza | 3.961 | 45,0 | +21,5% | -24,7% |
| Verona | 3.935 | 42,4 | +13,4% | +1,8% |
| Venezia | 3.250 | 38,9 | +13,2% | -5,7% |
| Como | 2.709 | 45,3 | non dichiarato | -18,5% |
| Media Italia | non dichiarato | 26,4 | non dichiarato | -3,6% |
Cosa significano questi dati per chi deve scegliere la porta blindata
I dati CENSIS ti danno il contesto che manca in ogni preventivo. Quando un rivenditore ti propone una porta, ti parla di classi di sicurezza, cilindri, defender. Raramente ti chiede dove abiti, a che piano, che tipo di accesso hai. Eppure sono queste le domande che determinano il livello di protezione necessario.
Traduco i numeri in scelte concrete. Se vivi a Milano città o nell'area metropolitana, dove il trend migliora, una porta blindata RC3 con cilindro europeo di marca e defender magnetico è più che adeguata per un appartamento in condominio. Stessa logica per Venezia, dove i furti calano del 5,7%: RC3 ben montata e sei protetto. Se invece hai una villetta isolata a Padova, dove i furti crescono ancora del 4,7%, la RC4 non è un lusso: è buon senso.
Per le province ad alta incidenza come Como, Monza e Brescia il ragionamento è lo stesso: la RC4 ha senso solo se hai una villetta o un piano terra con accesso diretto dalla strada. Per un appartamento ai piani alti, la RC3 resta la scelta razionale anche lì. Come spiego nell'articolo sul defender magnetico e il cilindro europeo, il cilindro è il componente che il ladro attacca per primo, ed è quello su cui si risparmia di più. Approfondisco tutto nella guida completa alle porte blindate.
Consiglio: Prima di chiedere preventivi, fai un'analisi del rischio reale della tua abitazione: piano, accesso, contesto urbano, presenza di vicini, tempo che un ladro avrebbe per lavorare indisturbato. La classe di sicurezza deve essere proporzionata a quel tempo, non alla paura generica.
C'è un aspetto che i dati non dicono ma vale la pena considerare: la maggior parte dei furti avviene ai piani bassi, in orari diurni, quando i residenti sono fuori. I ladri cercano accessi rapidi e poco esposti. Una porta blindata certificata con un buon cilindro alza il tempo di effrazione oltre la soglia di rischio che un ladro è disposto a correre. Ma se hai finestre al piano terra senza grate o inferriate, il ladro non si accanisce sulla porta: entra dalla finestra. La sicurezza è un sistema, forte quanto il suo anello più debole. Anche i deterrenti anti-ladro giocano un ruolo, purché scelga quelli che funzionano davvero. E se lasci casa per le vacanze, valgono le stesse regole di buon senso che spiego nell'articolo su come proteggere casa in vacanza senza attirare i ladri.
Attenzione: I dati sui furti in abitazione riportati in questo articolo si riferiscono al 2024 e al primo semestre 2025. Le statistiche criminali vengono aggiornate periodicamente. Verifica sempre i dati più recenti sul sito del Ministero dell'Interno o del CENSIS.
Il mio parere
I dati CENSIS sono l'antidoto perfetto al terrorismo psicologico che alcuni venditori usano per spingere porte sovradimensionate. La Lombardia è la regione con più furti d'Italia, ma il trend rallenta e Milano è addirittura in calo del 13,8%. Il Veneto è secondo per numero assoluto, con Padova che cresce ancora ma Venezia che scende. Como e Monza, tra le province più colpite, mostrano flessioni oltre il 18%. Questi sono i numeri che nessuno ti fa vedere prima di proporti una RC4 per un appartamento al quinto piano.
Il mio consiglio è semplice: usa i dati per scegliere razionalmente, non la paura. Se abiti in una zona ad alta incidenza con accesso esposto, investi in una RC4. Se abiti in una zona a bassa incidenza o ai piani alti, una RC3 ben fatta basta e avanza. Ma in entrambi i casi pretendi un cilindro di marca e un montaggio professionale. Il resto è marketing.
E ricorda: il 64,1% degli italiani dichiara che investirà di più nella sicurezza domestica. Ma la percezione del rischio non è il rischio. I dati sono pubblici, verificabili, aggiornati. Usali prima di firmare un preventivo.