Tutti parlano del cappotto termico come l'intervento principe della riqualificazione energetica. I comunicati stampa lo celebrano, le istituzioni lo promuovono, i serramentisti lo citano come "il lavoro che conta". Ma quando si passa dalle parole ai fatti — ai cantieri veri, alle scelte concrete di chi spende i propri soldi — i numeri raccontano una storia diversa.
L'Osservatorio Riqualificazione Energetica di Humans&Data ha analizzato 2.177 interventi in Italia tra il 2020 e il 2025, basandosi su dati proprietari di Harley&Dikkinson. Risultato: negli appartamenti, l'84,6% ha sostituito gli infissi. Nelle villette unifamiliari, l'88,4%. Il cappotto? Presente nel 96% dei cantieri condominiali, ma quasi assente nelle scelte individuali.
La differenza è semplice: il cappotto richiede una decisione condominiale. Gli infissi li cambi tu, quando vuoi, senza assemblee. E i proprietari lo sanno bene.
In sintesi
- 2.177 interventi analizzati tra 2020-2025: salto medio di 4,5 classi energetiche, con il 60% degli edifici che raggiunge la classe A
- Negli appartamenti, l'84,6% ha sostituito gli infissi (seconda scelta dopo il cappotto condominiale, ma prima tra gli interventi individuali)
- Nelle villette gli infissi sono al terzo posto (88,4%), dopo pompe di calore (95,6%) e fotovoltaico (89,6%)
- Il 76% degli interventi ha riguardato edifici condominiali, il 19% villette unifamiliari, su un totale di 2,4 milioni di mq riqualificati
I numeri che nessuno ti fa vedere: 2.177 cantieri analizzati
Lo studio dell'Osservatorio Riqualificazione Energetica ha esaminato interventi che hanno garantito un salto minimo di due classi energetiche, certificato dall'APE (Attestato di Prestazione Energetica). Non stime, non proiezioni: dati reali di cantieri conclusi.
Il campione copre 2,4 milioni di metri quadrati riqualificati. Il risparmio di CO₂ è quantificato in 25,16 kg/mq anno. La maggior parte degli interventi (76%) ha riguardato edifici condominiali, seguiti da villette unifamiliari (19%) e una quota residuale di edifici del terzo settore.
Prima degli interventi, il 75,6% degli edifici si concentrava nelle classi energetiche più basse: classe F (30,2%), classe E (24,4%), classe G (21,1%). Le classi ad alta efficienza (da A1 a A3) erano praticamente assenti, sotto il 2% del campione.
Dopo i lavori, il quadro si ribalta. La classe G scompare completamente. La classe F scende allo 0,1%. La classe A4 diventa la più popolata, con il 22,6% degli immobili. Complessivamente, il 60% degli edifici raggiunge una delle quattro sottocategorie della classe A.
Nota: Se vuoi capire quanto consuma davvero casa tua, puoi verificare l'APE sul portale nazionale APE lanciato da ENEA. È il modo più veloce per scoprire se sei in classe G (e quindi se gli infissi possono farti risalire di 2-3 classi).
Appartamenti: gli infissi battono tutto (tranne il cappotto condominiale)
Negli appartamenti, la scelta più frequente dopo il cappotto termico condominiale è stata la sostituzione degli infissi: 84,6% dei casi. Segue la sostituzione della caldaia (72,4%) e l'installazione di schermature solari (41%).

Niviy Pellicola per Vetri Finestre 44.5x200CM, Motivo Fiori Pellicola Privacy Finestre Autoadesive,Elettrostatica per Vetri,Anti-UV e Controllo del Calore Per Casa Ufficio,Soggiorni
€ 19,99
Se hai già sostituito gli infissi ma vuoi migliorare ulteriormente l'efficienza termica senza altri interventi strutturali, una pellicola per vetri anti-UV può ridurre il calore in ingresso d'estate e darti un po' più di privacy. Non è un intervento da riqualificazione energetica, ma costa poco e si applica in pochi minuti sui vetri esistenti.
Vedi prezzo su Amazon →Perché questo dato è importante? Perché il cappotto, pur essendo l'intervento più citato, richiede una delibera condominiale. Non è una scelta individuale. Gli infissi, invece, li cambi tu. Senza assemblee, senza maggioranze, senza aspettare che il vicino del terzo piano si decida.
Il dato sulle schermature solari (41%) conferma un'altra tendenza: chi sostituisce le finestre spesso aggiunge tende da sole o persiane per completare l'isolamento. Non è un accessorio: è parte integrante della strategia di efficientamento.
Interessante anche la quota di chi installa il fotovoltaico in condominio (37,6%). Non è maggioranza, ma è un segnale: anche senza tetto di proprietà, una parte dei proprietari cerca l'autonomia energetica.
Villette: pompe di calore e fotovoltaico, poi gli infissi
Nelle villette unifamiliari, le priorità cambiano. La sostituzione della caldaia — spesso con l'installazione di una pompa di calore — è al primo posto con il 95,6% dei casi. Segue l'impianto fotovoltaico o solare termico (89,6%). Gli infissi sono al terzo posto, ma con una percentuale altissima: 88,4%.
La differenza rispetto agli appartamenti è chiara: chi ha una villetta ha il controllo totale dell'edificio. Può intervenire su tutto: impianti, tetto, involucro. E lo fa. La strategia è orientata all'autonomia energetica: pompa di calore per il riscaldamento, fotovoltaico per l'elettricità, infissi per l'isolamento.
Questo non significa che gli infissi siano meno importanti. Significa che nelle villette il proprietario può permettersi di fare tutto insieme. Negli appartamenti, invece, gli infissi sono spesso l'unico intervento che puoi fare senza dipendere dagli altri.
Il cappotto domina la narrazione istituzionale, ma gli infissi dominano le scelte reali dei proprietari. Perché puoi cambiarli tu, quando vuoi, senza aspettare l'assemblea condominiale.
Classi energetiche: il salto medio è di 4,5 classi
L'analisi degli APE prima e dopo gli interventi rivela un salto medio di 4,5 classi energetiche. Non è un miglioramento marginale: è un ribaltamento completo.
Prima degli interventi, il 75,6% degli edifici era nelle classi F, E o G. Dopo, il 60% è in classe A (nelle sue quattro sottocategorie). Le classi C e B raccolgono rispettivamente il 13,6% e il 13,8%. Le classi più basse sono quasi scomparse.
Questo dato conferma l'efficacia degli interventi combinati. Non è solo il cappotto. Non sono solo gli infissi. È l'insieme: isolamento dell'involucro, sostituzione dei serramenti, efficientamento degli impianti. Ma se devi scegliere un intervento da fare subito, senza aspettare il condominio, gli infissi sono il primo passo concreto.
Se vuoi capire come gli infissi influenzano la classe energetica, leggi la nostra analisi su come risalire di 2 classi partendo da un APE in classe G.
Il patrimonio immobiliare: dove si è concentrata la riqualificazione
Gli interventi si sono concentrati su edifici costruiti tra il 1973 e il 1991 (841.000 mq) e tra il 1945 e il 1972 (763.000 mq). Non è casuale: sono gli edifici più energivori, costruiti prima delle prime normative sul risparmio energetico.
Questi immobili rappresentano la fascia più critica del patrimonio edilizio italiano. Isolamento scarso o assente, infissi a vetro singolo, impianti obsoleti. Intervenire su questi edifici non è solo una questione di bollette: è una questione di vivibilità.
Il dato conferma anche un'altra cosa: la riqualificazione energetica non è un lusso per case nuove. È un intervento necessario su edifici vecchi, dove il risparmio energetico si traduce in comfort immediato e riduzione dei costi.
Condomini vs villette: due strategie diverse
Il 76% degli interventi ha riguardato edifici condominiali. Di questi, il 71% sono condomini con più di quattro unità immobiliari, il 5% condomini monoproprietari da 1 a 4 unità. Le villette unifamiliari rappresentano il 19% del campione.
La differenza tra le due tipologie non è solo numerica. È strategica. Nei condomini, l'intervento più richiesto è il cappotto (96%), ma è una scelta collettiva. Negli appartamenti singoli, la scelta individuale più frequente è la sostituzione degli infissi (84,6%).
Nelle villette, invece, il proprietario può fare tutto: pompa di calore, fotovoltaico, infissi, cappotto. E lo fa. La percentuale di interventi combinati è molto più alta.
Se vivi in condominio e vuoi sapere come gestire la pratica ENEA per interventi condominiali, leggi la nostra guida sulla comunicazione ENEA condominiale.
Bonus e detrazioni: il motore degli interventi
Questi 2.177 interventi sono stati realizzati tra il 2020 e il 2025, periodo in cui erano attivi Superbonus, Ecobonus e Bonus Casa. Non è un caso che il picco di riqualificazioni sia concentrato in questi anni.
Il 2026 segna un cambio di passo. Il Superbonus è praticamente finito. Restano Ecobonus e Bonus Casa al 50% sulla prima casa, 36% sugli altri immobili. Meno generosi, ma ancora attivi.
La domanda è: senza incentivi al 110%, gli interventi continueranno? I dati suggeriscono di sì, ma con una differenza: si tornerà a interventi mirati, non a ristrutturazioni totali. E gli infissi, per la loro autonomia decisionale e il loro impatto immediato, resteranno la scelta più frequente.
Consiglio: Se devi sostituire gli infissi nel 2026, usa il simulatore del GSE per calcolare quanto recuperi davvero con la detrazione. Ti evita di firmare preventivi gonfiati.
FAQ
Perché negli appartamenti gli infissi sono più scelti del cappotto?
Il cappotto richiede una delibera condominiale e l'accordo della maggioranza. Gli infissi li cambi tu, quando vuoi, senza dipendere dagli altri. Per questo l'84,6% degli appartamenti ha sostituito i serramenti: è l'intervento individuale più efficace e più autonomo.
Quanto si risparmia davvero sostituendo gli infissi?
Lo studio non quantifica il risparmio per singolo intervento, ma il salto medio di 4,5 classi energetiche indica una riduzione significativa dei consumi. In generale, passare da infissi a vetro singolo a triplo vetro basso-emissivo può ridurre le dispersioni termiche del 30-40%, con un impatto diretto sulla bolletta.
Gli infissi da soli bastano per risalire di 2 classi energetiche?
Dipende dalla classe di partenza e dallo stato dell'edificio. Se sei in classe G con infissi a vetro singolo, sostituirli può farti risalire di 2-3 classi. Se l'edificio ha già un buon isolamento ma infissi vecchi, il salto può essere minore ma comunque significativo. L'APE post-intervento è l'unico modo per saperlo con certezza.
Perché nelle villette gli infissi sono al terzo posto?
Perché chi ha una villetta può intervenire su tutto: impianti, tetto, involucro. La priorità va a pompa di calore (95,6%) e fotovoltaico (89,6%), che danno autonomia energetica immediata. Gli infissi restano al terzo posto ma con una percentuale altissima (88,4%), segno che sono comunque considerati essenziali.
Il mio parere
Questi dati smontano la narrazione istituzionale che mette il cappotto al centro di tutto. Il cappotto è importante, certo. Ma è un intervento collettivo, lento, costoso, che richiede il consenso di decine di persone. Gli infissi, invece, li cambi tu. E i proprietari lo sanno bene: l'84,6% negli appartamenti, l'88,4% nelle villette.
Il vero problema è che i comunicati stampa parlano di cappotti, mentre le persone comprano finestre. E questo gap tra narrazione e realtà crea confusione. Se devi riqualificare casa tua, parti dagli infissi. Non perché il cappotto non serva, ma perché gli infissi li puoi fare subito, senza aspettare l'assemblea condominiale. E i numeri dimostrano che funzionano.