Bonus e detrazioni 31 maggio 2026 📖 7 min di lettura

Decreto Requisiti Minimi 2025: dal 3 giugno cambiano le regole per i serramenti

Dal 3 giugno 2026 il Decreto Requisiti Minimi 2025 diventa obbligatorio per tutti gli interventi su serramenti con titolo abilitativo depositato da quella data. Cosa cambia concretamente, quali documenti devi avere e perché fidarsi solo del codice ENEA è un errore che può costarti le detrazioni.

Decreto Requisiti Minimi 2025: dal 3 giugno cambiano le regole per i serramenti

Stai sostituendo gli infissi e vuoi usare il Bonus Casa o l'Ecobonus? Dal 3 giugno 2026 le regole cambiano. Il Decreto Requisiti Minimi 2025 entra in vigore per tutti gli interventi con titolo abilitativo depositato da quella data in poi, e ignorarlo può costarti l'intera detrazione fiscale.

Non è un cambiamento burocratico di facciata. Ci sono nuovi requisiti tecnici da rispettare, nuova documentazione da produrre e — questo è il punto che quasi nessuno conosce — un portale ENEA che probabilmente non si aggiornerà di conseguenza. Il che crea una trappola silenziosa per chi non sa dove guardare.

In sintesi

  • Dal 3 giugno 2026, per i serramenti con titolo abilitativo depositato da quella data, si applicano i nuovi requisiti tecnici del Decreto Requisiti Minimi 2025.
  • Il rispetto del decreto è condizione necessaria per mantenere le detrazioni fiscali: la mancata conformità, in caso di controllo, comporta la perdita del beneficio.
  • Avere il codice CPID dell'ENEA non garantisce la conformità al decreto: il portale non verifica i requisiti minimi.

Quando scatta l'obbligo (e per chi)

La data del 3 giugno 2026 si riferisce al deposito del titolo abilitativo in Comune. Se il tuo progettista deposita la pratica da quel giorno in poi, il decreto si applica. Se l'hai già depositata prima, sei ancora sotto le vecchie regole.

Il nodo irrisolto riguarda gli interventi in edilizia libera — cioè la maggior parte delle sostituzioni di serramenti residenziali, che non richiedono permessi. Il decreto non lo specifica. L'orientamento più ragionevole, in attesa di chiarimenti ufficiali dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, è usare come riferimento la data del contratto vincolante tra le parti e il primo bonifico. È lo stesso criterio già applicato per il Bonus Barriere Architettoniche, e ha una sua logica.

Attenzione: Se stai pianificando una sostituzione di infissi per l'estate 2026, verifica con attenzione la data di firma del contratto. Un intervento avviato dopo il 3 giugno senza rispettare i nuovi requisiti tecnici può perdere le detrazioni in caso di controllo, anche se il portale ENEA ha accettato la pratica.

Cosa cambia tecnicamente per i serramenti

I nuovi requisiti non riguardano solo la trasmittanza termica. C'è un elemento in più che il vecchio decreto non considerava in modo esplicito: il fattore solare della vetrata (il valore gtot).

Per gli infissi esposti a sud, est o ovest — ovvero tutti quelli che ricevono irraggiamento diretto — il decreto impone che la vetrata abbia un valore gtot ≤ 0,35, oppure che sia presente una schermatura solare o una chiusura oscurante adeguata. Se hai letto l'articolo sulle schermature solari per finestre, sai già di cosa si parla: non è un dettaglio estetico, è un requisito tecnico con impatto diretto sul comfort estivo e sull'efficienza energetica dell'edificio.

C'è un altro obbligo che sorprende molti: quando si sostituiscono i serramenti, l'impianto termico deve essere dotato di valvole termostatiche o di un sistema equivalente di regolazione per singolo ambiente. Più un generatore con sonda climatica esterna. Non è una raccomandazione: è un requisito del decreto. Chi non lo rispetta non è in regola, indipendentemente da quanto sia performante il serramento installato.

La trappola del codice CPID

Qui sta il punto che nessuno ti dice chiaramente.

Il portale ENEA, quello su cui si invia la comunicazione per ottenere il codice CPID necessario alle detrazioni, non verifica il rispetto del Decreto Requisiti Minimi. Con il decreto precedente del 2015 era già così: puoi inserire un valore di trasmittanza termica superiore al limite consentito, o addirittura non inserirlo affatto, e il sistema ti genera comunque il codice. Nessun blocco, nessun avviso.

Avere il codice CPID non significa essere in regola. Significa solo che hai completato una procedura amministrativa che non controlla quello che dovrebbe controllare.

Con l'entrata in vigore del nuovo decreto, ci si aspetterebbe un aggiornamento del portale che includa i nuovi campi obbligatori — il fattore solare, l'esposizione dell'infisso, la presenza delle schermature. Non è affatto scontato che avvenga. E se non avviene, lo scollamento tra ciò che ENEA registra e ciò che la normativa richiede si allarga ulteriormente.

Il rischio concreto è questo: il cliente chiude la pratica ENEA, ottiene il codice, porta la documentazione al CAF o al commercialista, detrae le spese. Poi arriva un controllo dell'Agenzia delle Entrate — anche anni dopo — e salta fuori che l'intervento non rispettava i requisiti minimi edilizi. A quel punto la detrazione decade, con sanzioni e interessi inclusi.

La documentazione che ti protegge davvero

Per gli interventi di sola sostituzione dei serramenti — quelli senza progettista abilitato — il decreto prevede una dichiarazione semplificata in sostituzione della relazione tecnica. Il serramentista può redigerla direttamente.

Questa dichiarazione deve attestare il rispetto dei requisiti tecnici del decreto e va integrata rispetto ai documenti già in uso. In pratica, alla Dichiarazione Requisiti Tecnici standard vanno aggiunti:

  • Il valore del fattore solare (gtot) per ogni vetrata installata
  • Le DOP (Dichiarazioni di Prestazione) dei nuovi serramenti
  • Le schede tecniche delle vetrate
  • Le DOP degli oscuranti, se installati
  • Le certificazioni dei valori gtot delle schermature solari, dove presenti

Per la parte relativa all'impianto termico — valvole termostatiche e sonda climatica — nel caso di sola sostituzione dei serramenti è sufficiente un atto notorio del beneficiario che attesti la presenza o l'installazione di questi dispositivi.

Consiglio: Se sei un privato che sta per sostituire gli infissi, chiedi esplicitamente al serramentista una Dichiarazione Requisiti Tecnici aggiornata ai requisiti del Decreto Requisiti Minimi 2025, con allegati i documenti tecnici dei prodotti installati. Non accontentarti del solo codice CPID: quel documento è la tua vera tutela in caso di controllo.

Ecobonus o Bonus Casa: cambia qualcosa?

I requisiti del Decreto Requisiti Minimi valgono per entrambi i canali. La differenza è che l'Ecobonus impone valori di trasmittanza termica più restrittivi rispetto al Bonus Casa. Ma — ed è un punto importante — se rispetti i limiti dell'Ecobonus, stai automaticamente rispettando anche quelli del Decreto Requisiti Minimi, che sono meno stringenti. Non c'è contraddizione tra i due decreti: si sovrappongono, con l'Ecobonus che chiede di più.

Per chi vuole approfondire il quadro completo delle detrazioni disponibili e capire quale canale conviene usare, la guida completa al Bonus Infissi 2026 copre tutto quello che c'è da sapere su aliquote, requisiti e pratica ENEA.

Vale anche la pena ricordare che la conformità ai requisiti minimi edilizi e urbanistici è una condizione trasversale a tutte le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni. Non riguarda solo gli infissi: come chiarito nella guida dell'Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni per la ristrutturazione edilizia, un intervento non conforme perde il diritto alla detrazione, indipendentemente da quale bonus si stia usando. L'articolo sui bonus edilizi e la rendita catastale mostra bene come la regolarità dell'immobile sia il presupposto di tutto il sistema delle detrazioni.

La mia opinione

Il Decreto Requisiti Minimi 2025 è una buona notizia per la qualità del costruito. Obbligare chi sostituisce infissi a rispettare requisiti tecnici minimi — trasmittanza, fattore solare, controllo termico per ambiente — significa alzare il livello medio degli interventi. Questo è giusto.

Il problema non è il decreto. È il sistema di verifica che non funziona. Se il portale ENEA continua ad accettare pratiche incomplete o non conformi, il rischio ricade interamente sul cliente finale — che ottiene il codice, si ritiene al sicuro e scopre anni dopo di non esserlo. Finché persiste questo scollamento, la documentazione tecnica del serramentista è l'unica vera difesa. Non è un optional: è l'unico strumento che tiene in caso di controllo.

Domande Frequenti

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