Hai rimandato la sostituzione degli infissi aspettando il momento giusto. Nel frattempo il Superbonus è evaporato, il mercato si è sgonfiato e ora ti ritrovi a chiedere se esistono ancora incentivi infissi 2026 o se hai perso il treno. La risposta breve: qualcosa è rimasto. La risposta onesta: è meno di prima, funziona diversamente e se sbagli anche un solo passaggio, quella detrazione non la vedi.
In sintesi
- Il bonus ristrutturazioni al 50% esiste ancora nel 2026, ma solo per abitazione principale e con aliquota destinata a scendere
- L'Ecobonus per i serramenti è rimasto, ma i requisiti tecnici si sono inaspriti dal giugno 2026
- Superbonus e cessione del credito sono chiusi: chi non ha completato i lavori deve ripartire da zero con le regole ordinarie
Il Superbonus è finito: ma cosa significa davvero per chi deve ancora cambiare gli infissi
Molti pensano che la fine del Superbonus significhi la fine di tutti gli incentivi. Non è così. Significa che è finita l'era del bonus al 110% con cessione del credito e sconto in fattura, quella combinazione che permetteva di fare lavori a costo zero o quasi. Quello schema non esiste più.
Quello che è rimasto è il sistema ordinario delle detrazioni fiscali: le scali dalla dichiarazione dei redditi in dieci anni, le paghi anticipate, e devi avere capienza fiscale sufficiente per recuperarle. Un meccanismo che esiste da decenni, ma che il Superbonus aveva fatto dimenticare a tutti.
Se stai valutando la sostituzione degli infissi nel 2026, hai due strumenti principali: il bonus ristrutturazioni e l'Ecobonus. Funzionano in modo diverso, si applicano a situazioni diverse e non sempre si possono usare insieme. Vediamoli uno per uno.
Bonus ristrutturazioni 50%: ancora vivo, ma con una data di scadenza
Il bonus ristrutturazioni, tecnicamente la detrazione IRPEF per interventi di recupero del patrimonio edilizio, è rimasto al 50% per l'abitazione principale. Per le altre unità immobiliari l'aliquota è già scesa al 36%. Come spiego nell'articolo su abitazione principale e bonus casa 50%, la distinzione tra prima e seconda casa è diventata cruciale e non sempre intuitiva.
Il meccanismo è semplice in teoria: sostituisci le finestre, paghi con bonifico parlante, conservi la documentazione e detrai il 50% in dieci rate annuali. Il tetto di spesa detraibile per singola unità immobiliare è fissato dalla normativa vigente. Verifica i limiti aggiornati sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di procedere.
Attenzione: Il 50% per l'abitazione principale non è garantito a tempo indeterminato. La normativa prevede una riduzione progressiva dell'aliquota. Se stai aspettando il momento perfetto, stai aspettando che l'incentivo si riduca ulteriormente.
Per i serramenti, questo bonus non richiede il salto di classe energetica né particolari requisiti tecnici sulle prestazioni del prodotto. Basta che i lavori riguardino un'unità immobiliare esistente e che tu abbia tutti i documenti in regola. È il bonus più semplice da usare, ma anche quello che ti dà meno in termini percentuali rispetto all'Ecobonus.
Ecobonus serramenti: rimasto, ma più esigente
L'Ecobonus per la sostituzione di finestre e porte esterne è ancora disponibile nel 2026. L'aliquota è al 50% per gli interventi sulle singole unità, ma la vera novità è che dal giugno 2026 i requisiti tecnici si sono inaspriti con il Decreto Requisiti Minimi 2025.
In pratica, i valori di trasmittanza termica che i nuovi serramenti devono rispettare per accedere all'Ecobonus sono diventati più stringenti. Un infisso che fino a pochi mesi fa superava la soglia oggi potrebbe non qualificarsi più. Questo significa che non basta comprare una finestra nuova: devi comprare una finestra che rispetti i valori limite aggiornati per la tua zona climatica.
La procedura ENEA è obbligatoria: devi trasmettere la comunicazione entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale dell'ENEA. Se dimentichi o sbagli la comunicazione, perdi la detrazione. Non è una formalità: è il requisito che distingue chi recupera i soldi da chi no.
Consiglio: Prima di firmare qualsiasi contratto con il serramentista, chiedigli il valore Uw del prodotto che propone e verifica che rispetti i limiti per la tua zona climatica. Se non sa risponderti, o se ti dice "va bene per il bonus" senza mostrarti i dati tecnici, cambia fornitore.
Quello che è davvero finito (e non torna)
La cessione del credito è chiusa. Lo sconto in fattura è chiuso. Il 110% è un ricordo. Queste non sono misure in scadenza che potrebbero tornare: sono strumenti che il legislatore ha deliberatamente smantellato dopo aver visto cosa ha prodotto in termini di debito pubblico e frodi.
Chi aveva una CILAS aperta e i lavori non sono stati completati si trova in una situazione complicata, come ho analizzato nell'articolo su CILAS aperta senza fine lavori. Per chi parte da zero nel 2026, invece, il punto di partenza è il sistema ordinario: detrazione diretta, capienza fiscale necessaria, nessuna scorciatoia.
Il Superbonus non ha insegnato agli italiani a ristrutturare meglio. Ha insegnato a ristrutturare gratis. Ora che il gratis è finito, molti scoprono che non sanno più come ragionare su un investimento.
Questa è la trappola mentale più pericolosa del momento: confrontare qualsiasi incentivo attuale con il 110% e concludere che "non conviene più". il calo delle ristrutturazioni nel 2025 racconta molto su come il mercato sta reagendo alla fine degli incentivi facili Conviene diversamente. Un 50% spalmato su dieci anni non è lo stesso di un 110% con cessione immediata, ma è comunque metà del costo che ti viene restituita nel tempo. Su una spesa significativa come la sostituzione delle finestre di un appartamento, non è poco.
Bonus ristrutturazioni o Ecobonus: quale scegliere
| Bonus | Aliquota | Requisiti tecnici | Adempimenti |
|---|---|---|---|
| Bonus ristrutturazioni | 50% (abitazione principale) / 36% (altri immobili) | Nessuno specifico sul prodotto | Bonifico parlante, documentazione lavori |
| Ecobonus serramenti | 50% | Trasmittanza entro i limiti di zona climatica | Bonifico parlante + comunicazione ENEA entro 90 giorni |
Se il tuo serramentista ti propone un prodotto che rispetta già i requisiti tecnici dell'Ecobonus, usalo: la percentuale è la stessa del bonus ristrutturazioni ma hai la garanzia di stare installando qualcosa di tecnicamente valido. Se invece stai lavorando su un immobile non principale o su un prodotto che non raggiunge i valori richiesti, il bonus ristrutturazioni ordinario è la via più semplice.
Non cercare di combinare i due bonus sullo stesso intervento: non è possibile. Puoi scegliere uno solo per la stessa spesa.
La variabile che nessuno calcola: la capienza fiscale
Con il Superbonus non serviva capienza fiscale perché il credito si cedeva o si scontava in fattura. Con le detrazioni ordinarie, invece, se non paghi abbastanza IRPEF ogni anno, non recuperi niente, o recuperi meno di quanto ti aspetti.
Un pensionato con reddito basso, un lavoratore autonomo con reddito variabile, chi ha già molte detrazioni in corso: tutte situazioni in cui la detrazione teorica del 50% si trasforma in qualcosa di molto meno conveniente nella pratica. Prima di decidere quale bonus usare, fai fare un calcolo al tuo commercialista sulla tua capienza IRPEF nei prossimi dieci anni. È un'ora del suo tempo che può cambiare la convenienza dell'operazione.
Sul fronte dei numeri, vale la pena considerare anche l'impatto dell'efficienza energetica sul valore dell'immobile nel lungo periodo, un aspetto che ho approfondito nell'articolo su efficienza energetica e valore immobiliare.
La mia opinione
Il sistema degli incentivi del 2026 è meno spettacolare di quello del 2021-2023, ma è più sostenibile e, paradossalmente, più onesto. Ti chiede di investire davvero, non di fare lavori perché "tanto li paga lo Stato". Chi ha rimandato la sostituzione degli infissi aspettando un nuovo Superbonus aspetterà a lungo. Chi decide di procedere ora con le regole attuali ha ancora strumenti validi, purché li usi correttamente.
Il rischio più concreto non è perdere il bonus per mancanza di incentivi: è perderlo per un errore procedurale evitabile. La comunicazione ENEA dimenticata, il bonifico ordinario invece del parlante, il prodotto che non rispetta i requisiti tecnici aggiornati. Sono dettagli che il mercato del 2026 non perdona più come faceva quello del 2021.