Hai comprato casa. I lavori del Superbonus erano in corso, il venditore ti ha assicurato che tutto era a posto, la CILAS era presentata. Poi i lavori si sono fermati. O si sono conclusi male. O semplicemente non hai mai visto il documento di fine lavori.
Benvenuto in uno dei problemi più sottovalutati del mercato immobiliare post-Superbonus: la CILAS aperta senza fine lavori. Non è un dettaglio burocratico. È una bomba a orologeria fiscale che può esplodere anche anni dopo il rogito.
In sintesi
- Una CILAS aperta senza fine lavori blocca la regolarità urbanistica dell'immobile e mette a rischio le detrazioni già maturate sui SAL precedenti.
- Il rischio fiscale non resta in capo al venditore: se hai acquistato l'immobile, puoi essere coinvolto nei controlli dell'Agenzia delle Entrate sulle detrazioni cedute o scontate.
- Prima del rogito, verifica sempre l'esistenza del documento di fine lavori (o della dichiarazione di ultimazione) e lo stato della pratica ENEA.
Cosa significa davvero una CILAS aperta
La CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus) è il titolo abilitativo introdotto specificamente per i lavori trainanti del Superbonus. A differenza della CILA ordinaria — di cui ho già parlato nell'articolo su quando la CILA è obbligatoria per gli infissi — la CILAS ha una particolarità: la sua chiusura formale è legata alla presentazione della documentazione di fine lavori e alla comunicazione a ENEA.
Quando i lavori si fermano a metà — per fallimento dell'impresa, litigio condominiale, mancanza di fondi, o semplicemente perché qualcuno ha cambiato idea — la CILAS resta tecnicamente aperta. L'immobile ha un titolo edilizio pendente, senza conclusione formale. Questo non è neutro.
Sul piano urbanistico, un'opera avviata e non completata può configurarsi come intervento difforme rispetto al progetto presentato. Sul piano fiscale, le detrazioni maturate sui SAL (Stati di Avanzamento Lavori) già liquidati restano esposte a verifica, perché la condizione finale per la loro legittimità — il completamento dell'intervento — non si è realizzata.
Il SAL e la trappola delle detrazioni già incassate
Il Superbonus funzionava per stati di avanzamento: primo SAL al 30% dei lavori, secondo SAL al 60%, saldo finale. Ogni SAL sbloccava una quota di detrazione. Molti committenti — e molti acquirenti successivi — pensano che le detrazioni già maturate sui SAL precedenti siano al sicuro, intoccabili.
Non è così.
Le detrazioni Superbonus non sono un diritto acquisito definitivamente al momento del SAL. Sono condizionate al completamento dell'intervento e alla corretta chiusura di tutta la documentazione.
Se i lavori si fermano prima della fine, l'Agenzia delle Entrate può contestare l'intera catena di detrazioni, incluse quelle già cedute o scontate in fattura. Non è uno scenario teorico: è esattamente il tipo di controllo che l'AdE sta intensificando sulle pratiche Superbonus, come spiego in dettaglio nell'articolo sui controlli AdE su computi metrici e SAL.
Attenzione: Se hai acquistato un immobile in cui il venditore aveva ceduto il credito Superbonus, e i lavori non risultano completati, potresti trovarti coinvolto in un accertamento anche se non hai mai beneficiato direttamente della detrazione. Il motivo: l'immobile è ora tuo, e le irregolarità edilizie seguono l'immobile, non il proprietario precedente.
Acquirente: i rischi concreti che nessuno ti ha detto
Quando compri una casa con una CILAS aperta, il tuo notaio dovrebbe segnalartelo. Spesso lo fa. Ma la segnalazione finisce in una nota a margine del rogito, e tu firmi comunque perché il venditore ti ha garantito che «si sistema dopo».
Cosa ti porti a casa insieme alle chiavi:
Prima di tutto, un titolo edilizio pendente che grava sull'immobile. Finché la CILAS non viene chiusa — con fine lavori o con una comunicazione di rinuncia — l'immobile ha una posizione urbanistica aperta. Questo può complicare futuri interventi edilizi, richieste di agibilità, o nuove pratiche di bonus.
In secondo luogo, un'esposizione indiretta ai controlli fiscali. Se il venditore ha ceduto il credito Superbonus e l'operazione viene contestata, l'immobile può essere oggetto di ispezione. Non è detto che tu debba restituire qualcosa — dipende dalla struttura dell'operazione — ma devi dimostrare la tua estraneità, e questo costa tempo, stress e spese legali.
Terzo problema: la rivendita futura. Quando vorrai vendere, ti troverai nella stessa posizione del tuo venditore. Dovrai dichiarare la CILAS aperta, e il tuo acquirente potrebbe usarla per abbassare il prezzo o per tirarsi indietro.
Venditore: cosa devi regolarizzare prima del rogito
Se sei tu il venditore — hai fatto i lavori con il Superbonus, i lavori sono rimasti incompleti, e vuoi vendere — la situazione è gestibile, ma non ignorabile.
La strada maestra è completare i lavori e chiudere la CILAS con la documentazione di fine lavori. Semplice da dire, complicato se l'impresa è fallita o se il condominio è in stallo. In questo caso, come spiego nell'articolo sul Superbonus in condominio e le delibere assembleari, il problema si moltiplica per il numero di condòmini coinvolti.
Se il completamento è impossibile, esistono percorsi alternativi: la comunicazione di rinuncia alla CILAS, la presentazione di un nuovo titolo edilizio per lo stato attuale dei luoghi, o — nei casi più complessi — un accertamento di conformità. Nessuna di queste strade è gratuita o veloce, ma tutte sono preferibili a vendere con la pratica aperta e lasciare il problema all'acquirente.
Consiglio: Prima di mettere in vendita un immobile con Superbonus in corso o incompiuto, chiedi a un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) una verifica dello stato della CILAS e della documentazione ENEA. Costa poco rispetto al rischio di un rogito contestato o di un accertamento fiscale postumo.
Come verificare lo stato di una CILAS prima del rogito
La verifica si fa in tre passaggi, e nessuno dei tre è opzionale se vuoi dormire tranquillo.
Sportello Unico per l'Edilizia (SUE) del Comune. Puoi richiedere un certificato di destinazione urbanistica o una visura delle pratiche edilizie intestate all'immobile. La CILAS aperta risulterà tra i titoli pendenti. Non tutti i Comuni hanno sistemi digitali aggiornati, ma la richiesta formale ti tutela.
Portale ENEA. Le pratiche Superbonus trasmesse ad ENEA sono tracciabili. Se la comunicazione di fine lavori non è stata inviata, la pratica risulta incompleta. Questo è il segnale più chiaro che qualcosa non è stato chiuso.
Documentazione contrattuale.** Chiedi al venditore copia del contratto con il general contractor, dei SAL liquidati, delle asseverazioni e della dichiarazione di fine lavori. Se non riesce a produrli, non è pigrizia: è un problema.
La mia opinione
Il Superbonus ha lasciato sul mercato immobiliare italiano migliaia di pratiche aperte, lavori a metà, e responsabilità che nessuno vuole assumersi. Il general contractor è sparito, il condominio è diviso, e l'acquirente ignaro si trova con un immobile tecnicamente irregolare.
La cosa che mi preoccupa di più non è la burocrazia in sé. È che molti acquirenti non sanno nemmeno di avere questo problema. Hanno comprato in buona fede, il notaio ha inserito le clausole di rito, e ora hanno una CILAS aperta che nessuno chiuderà mai spontaneamente.
Se stai valutando un acquisto e i lavori Superbonus sono stati fatti negli ultimi anni, fai verificare la posizione edilizio-fiscale dell'immobile prima di firmare il preliminare. Non dopo. Prima. È l'unico momento in cui hai potere negoziale reale. vale la pena verificare anche la rendita catastale dell'immobile, perché quasi 1 su 2 risulta irregolare dopo i lavori