La Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica sulla revisione della direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive). Per la maggior parte delle persone è un acronimo incomprensibile. Per chi deve cambiare gli infissi nei prossimi anni, è la normativa che decide quanto dovranno isolare, quale trasmittanza termica sarà obbligatoria e quali materiali saranno considerati accettabili.
La consultazione è aperta fino a fine marzo 2026. Cittadini, associazioni e operatori del settore possono partecipare. Ma il punto non è se tu partecipi o meno. Il punto è che le decisioni prese oggi diventeranno obblighi tra 2-3 anni. E se stai ristrutturando adesso senza considerare dove va la normativa, rischi di installare infissi che tra poco saranno considerati inadeguati.
Questa news esiste per spiegarti cosa c'è in ballo, quali requisiti potrebbero cambiare e perché conviene anticipare gli standard invece che rincorrerli.
In sintesi
- La Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica sulla revisione della direttiva EPBD, che definisce gli standard energetici per gli edifici
- La direttiva impatta direttamente su requisiti minimi per infissi, trasmittanza termica e isolamento dell'involucro edilizio
- Le modifiche approvate diventeranno obbligatorie tra 2-3 anni: chi ristruttura oggi deve considerare gli standard di domani
- Anticipare i requisiti futuri conviene: eviti di trovarti con infissi già obsoleti e massimizzi l'accesso ai bonus fiscali
Cos'è la direttiva EPBD e perché ti riguarda
La direttiva EPBD è il testo normativo europeo che stabilisce i requisiti minimi di efficienza energetica per gli edifici. Non è una legge italiana: è una direttiva dell'Unione Europea che ogni Stato membro deve recepire nella propria legislazione nazionale.
Tradotto: quello che decide Bruxelles oggi diventa legge italiana domani. Con un ritardo di 18-24 mesi per il recepimento, ma diventa legge. E quando diventa legge, non puoi più ignorarla.
La direttiva EPBD regola tutto ciò che riguarda l'involucro edilizio: pareti, tetti, solai, finestre, porte. Stabilisce i valori massimi di trasmittanza termica ammessi, i requisiti per accedere agli incentivi fiscali, le classi energetiche minime per gli edifici. Se stai cambiando gli infissi, ogni singolo parametro tecnico del tuo preventivo dipende da questa normativa.
La consultazione pubblica serve a raccogliere osservazioni prima della stesura definitiva. Cittadini e stakeholder possono dire la loro. Poi la Commissione decide, il Parlamento Europeo approva e gli Stati membri recepiscono. Il processo dura anni, ma parte adesso.
Nota: La direttiva EPBD è stata già oggetto di revisioni nel 2018 e nel 2021. Ogni revisione ha inasprito i requisiti minimi. La tendenza è chiara: gli standard si alzano, non si abbassano. Chi pensa di cavarsela con il minimo sindacale oggi rischia di trovarsi fuori norma domani.
Cosa potrebbe cambiare per chi deve comprare infissi
La consultazione non ha ancora prodotto un testo definitivo. Ma le bozze circolate e le dichiarazioni ufficiali indicano alcune direzioni chiare. Vediamo cosa potrebbe cambiare nei prossimi anni.
Valori di trasmittanza più stringenti. Oggi i limiti di trasmittanza termica per gli infissi variano in base alla zona climatica. In zona E (nord Italia, montagna) il valore massimo ammesso è 1,3 W/m²K. In zona C (centro-sud) è 1,8 W/m²K. Le bozze della revisione EPBD parlano di abbassare questi limiti di almeno il 20-30%. Tradotto: un infisso che oggi è a norma potrebbe non esserlo più tra 2 anni.
Se stai comprando infissi adesso e il serramentista ti propone un Uw di 1,5 W/m²K perché "è a norma", fermati. È a norma oggi. Tra 2 anni potrebbe non esserlo più. E se vuoi rivendere casa o accedere a un bonus futuro, quel valore potrebbe non bastare.
Classi energetiche minime obbligatorie. La direttiva Case Green, già approvata nel 2023, prevede che entro il 2030 tutti gli edifici residenziali raggiungano almeno la classe energetica E. Entro il 2033, la classe D. Per raggiungere questi obiettivi, gli infissi sono il primo intervento. Se i tuoi serramenti hanno un Uw superiore a 1,3 W/m²K, difficilmente riuscirai a salire di classe senza sostituirli di nuovo. come spiego nella guida su come risalire di 2 classi energetiche
Come spiego nella guida su come risalire di 2 classi energetiche, gli infissi sono responsabili del 60% dei casi di APE in classe G. Sostituirli con serramenti ad alte prestazioni può farti guadagnare 2 classi in un colpo solo. Ma solo se scegli valori di trasmittanza che tengono conto degli standard futuri, non solo di quelli attuali.
Perché anticipare gli standard conviene (anche senza obbligo)
La tentazione è sempre la stessa: "Compro quello che basta per essere a norma oggi, poi si vedrà". È una logica che funziona per un paio di scarpe. Non funziona per un investimento che dura 30 anni.
Anticipare gli standard futuri ha tre vantaggi concreti. Primo: eviti di dover rifare tutto tra pochi anni. Se installi infissi con Uw 1,5 W/m²K oggi e tra 3 anni il limite scende a 1,2 W/m²K, non sei obbligato a sostituirli subito. Ma se vuoi vendere casa, accedere a un nuovo bonus o semplicemente avere un APE decente, quei serramenti diventano un problema.
Secondo vantaggio: massimizzi l'accesso ai bonus fiscali. I bonus infissi 2026 — Ecobonus, Bonus Casa e Bonus Sicurezza — richiedono già oggi il rispetto di valori di trasmittanza minimi. Come spiego nella guida completa ai bonus infissi 2026, la pratica ENEA è obbligatoria e i dati tecnici devono corrispondere ai requisiti normativi. Se installi infissi con prestazioni superiori, ti metti al riparo da futuri inasprimenti dei requisiti per accedere agli incentivi.
Terzo: aumenti il valore dell'immobile. Un appartamento con infissi ad alte prestazioni e una classe energetica alta vale di più sul mercato. Non è un'opinione: è un dato di fatto. Gli acquirenti guardano l'APE, guardano le bollette, guardano il comfort. Un infisso con Uw 1,0 W/m²K non costa il doppio di uno con Uw 1,5 W/m²K. Costa il 15-20% in più. Ma quel 15-20% te lo riprendi tutto quando vendi.
Anticipare gli standard non è una spesa in più. È un investimento che ti evita di rifare tutto tra 3 anni e ti mette al riparo da normative che cambiano sempre in una direzione: più stringenti.
Come partecipare alla consultazione (e perché dovresti)
La consultazione pubblica è aperta a tutti. Non serve essere un tecnico, non serve essere un'associazione di categoria. Puoi partecipare come cittadino. Il portale è quello ufficiale della Commissione Europea, accessibile tramite registrazione.
Perché dovresti partecipare? Perché le normative europee non sono calate dall'alto per capriccio. Sono il risultato di un processo di consultazione in cui chi partecipa ha voce. Se pensi che certi requisiti siano troppo stringenti, o troppo vaghi, o mal calibrati sulla realtà italiana, puoi dirlo. E conta.
Ovviamente non basta un singolo cittadino per cambiare una direttiva. Ma le osservazioni vengono lette, analizzate e — quando sono fondate — prese in considerazione. Le associazioni di categoria lo sanno bene: ENEA, ANFIT e altre organizzazioni partecipano sistematicamente a queste consultazioni proprio per portare il punto di vista del settore.