È uscita una nuova Direttiva europea sull'efficienza energetica. ENEA l'ha segnalata il 22 febbraio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale Europea. Modifica il regolamento (UE) 2023/955. Sembra roba da tecnici. Non lo è.
Nello stesso periodo, la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica sulla revisione della direttiva EPBD, quella che stabilisce i requisiti minimi di efficienza energetica per gli edifici. Due binari che corrono nella stessa direzione: alzare gli standard. E tutti e due finiranno per toccare una cosa molto concreta — gli infissi che puoi detrarre e quanto dovranno isolare.
Traduco: potresti trovarti con finestre pagate a prezzo pieno che tra un anno o due non rispettano più i requisiti per la detrazione. O peggio, che tengono ferma la classe energetica della tua casa invece di farla salire. Se stai per comprare, devi capire cosa sta succedendo prima di firmare.
In sintesi
- La nuova Direttiva UE sull'efficienza energetica e la revisione della EPBD modificheranno i requisiti tecnici per infissi e involucro edilizio nei prossimi 18-24 mesi
- L'Italia dovrà recepire le direttive aggiornando i valori di trasmittanza termica minimi per accedere alle detrazioni fiscali
- Chi compra infissi oggi con il "minimo sindacale" rischia di trovarsi con prodotti non più conformi quando la norma sarà operativa
- La scelta migliore: anticipare i requisiti futuri comprando già ora serramenti con prestazioni superiori ai minimi attuali
Cosa sono la direttiva EPBD e la direttiva efficienza (senza il burocratese)
La direttiva EPBD — Energy Performance of Buildings Directive — è il testo europeo che fissa i requisiti minimi di efficienza energetica per gli edifici. Non è una legge italiana. È una direttiva dell'Unione Europea che ogni Stato membro deve recepire nella propria legislazione nazionale.
Non dice "compra questi infissi". Dice "riduci i consumi degli edifici di tot punti entro tot anni". Poi regola tutto ciò che riguarda l'involucro: pareti, tetti, solai, finestre, porte. Stabilisce i valori massimi di trasmittanza termica ammessi, i requisiti per accedere agli incentivi, le classi energetiche minime. Se stai cambiando gli infissi, ogni parametro tecnico del tuo preventivo dipende in ultima analisi da qui.
Il regolamento (UE) 2023/955, che la nuova Direttiva modifica, stabilisce i criteri per calcolare le prestazioni energetiche degli edifici: come si misurano i consumi, quali componenti contano, quali valori devono rispettare finestre, porte, pareti, tetti. È la base tecnica su cui ogni Paese costruisce le proprie norme nazionali, come spiego nell'articolo sul DM Requisiti Minimi 2026.
Quando l'Europa alza l'asticella — e sia la nuova Direttiva sia la revisione EPBD lo fanno — l'Italia deve adeguarsi. Significa che i decreti attuali, come il DM Requisiti Minimi che regola i valori di trasmittanza per gli infissi detraibili, verranno aggiornati. Non è una possibilità: è un obbligo. Con un ritardo di 18-24 mesi per il recepimento, ma diventa legge. E quando diventa legge, non puoi più ignorarla.
Nota: La direttiva EPBD è stata già rivista nel 2018 e nel 2021. Ogni revisione ha inasprito i requisiti minimi. La tendenza è chiara: gli standard salgono, non scendono mai. Chi pensa di cavarsela con il minimo sindacale oggi rischia di trovarsi fuori norma domani.
Perché questa direttiva UE efficienza energetica ti riguarda
Facciamo un passo indietro. Oggi, per accedere all'Ecobonus infissi 2026, i tuoi nuovi serramenti devono rispettare i valori di trasmittanza termica previsti dal DM 26 giugno 2015 (Requisiti Minimi). Ogni zona climatica ha i suoi limiti. Zona E (nord Italia, montagna): Uw massimo 1,3 W/m²K. Zona C (centro-sud, pianura): 1,8 W/m²K. E così via.
Questi valori sono in vigore dal 2015. Undici anni. Nel frattempo la tecnologia è andata avanti. I serramenti moderni arrivano tranquillamente a 1,0 W/m²K, anche 0,8 W/m²K. Ma molti serramentisti continuano a proporre prodotti "appena conformi" — 1,3 W/m²K in zona E, per dire — perché tanto "basta per il bonus".
Basta oggi. Domani, quando le nuove direttive saranno recepite, quei valori minimi scenderanno. Non so di quanto — dipenderà dal decreto attuativo italiano — ma scenderanno. E se hai comprato un serramento "appena conforme" nel 2026, tra un paio d'anni potrebbe non esserlo più.
Comprare infissi guardando solo i requisiti minimi di oggi è come comprare un'auto Euro 5 nel 2024: tecnicamente ancora legale, ma tra due anni non puoi più circolare in città.
Attenzione: Le informazioni su bonus e detrazioni riportate in questo articolo si riferiscono alla normativa vigente alla data di pubblicazione. Aliquote, scadenze e requisiti possono cambiare. Verifica sempre sul sito dell'Agenzia delle Entrate o dell'ENEA.
Cosa cambierà concretamente (e quando)
Nessuno ha ancora i numeri definitivi. Le direttive fissano gli obiettivi, non i valori tecnici. Quelli li decide ogni Paese con i propri decreti attuativi. Ma possiamo fare previsioni ragionevoli basandoci su due elementi: la direzione che l'Europa sta prendendo e i dati tecnici già disponibili.
Primo: l'obiettivo europeo è ridurre i consumi energetici degli edifici del 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035. Per farlo serve alzare gli standard di isolamento. Gli infissi sono uno dei punti critici: come spiego nell'articolo su APE Classe G e infissi, nel 60% dei casi la classe energetica bassa dipende proprio dai serramenti vecchi o inadeguati.
Secondo: il DM Requisiti Minimi 2026, già in fase di revisione, anticipa alcuni degli aggiornamenti richiesti dall'Europa. Non è ancora pubblicato, ma le bozze circolate indicano un abbassamento dei valori Uw di circa il 15-20% rispetto agli attuali. Le bozze della revisione EPBD parlano addirittura di limiti più stringenti del 20-30% in certi scenari.
Tradotto in numeri: se oggi in zona E il limite è 1,3 W/m²K, domani potrebbe scendere a 1,1 o addirittura 1,0 W/m²K. In zona C, da 1,8 a 1,5 W/m²K. Sono ipotesi, ma realistiche.
Nota: I nuovi requisiti si applicheranno agli interventi realizzati dopo l'entrata in vigore del decreto attuativo. Chi ha già installato gli infissi prima di quella data non perde la detrazione. Ma chi firma un preventivo oggi per un'installazione tra un paio d'anni potrebbe trovarsi nei guai.
Le classi energetiche minime obbligatorie
C'è un altro tassello che pesa sugli infissi: le classi energetiche minime. La direttiva Case Green, già approvata nel 2023, prevede che entro il 2030 gli edifici residenziali raggiungano almeno la classe E, ed entro il 2033 la classe D. Per centrare questi obiettivi, gli infissi sono il primo intervento su cui mettere mano.
Se i tuoi serramenti hanno un Uw superiore a 1,3 W/m²K, difficilmente riesci a salire di classe senza sostituirli. E gli infissi sono responsabili del 60% dei casi di APE in classe G: sostituirli con serramenti ad alte prestazioni può farti guadagnare due classi in un colpo solo. Ma solo se scegli valori di trasmittanza che tengono conto degli standard futuri, non solo di quelli attuali.
Il vero problema: chi vende il "minimo sindacale"
Ecco il punto che nessuno ti dice. La maggior parte dei preventivi che ricevi oggi propone serramenti "conformi ai requisiti per l'Ecobonus". Punto. Non ti dicono che quei requisiti sono vecchi di undici anni. Non ti dicono che tra due anni potrebbero non bastare più. Non te lo dicono perché vendere un serramento con Uw 1,3 costa meno che venderne uno con Uw 1,0.
Il problema non è il serramentista disonesto. È quello che ragiona sul presente senza guardare il futuro. E tu, che compri oggi per i prossimi 30 anni, ti ritrovi con un prodotto obsoleto prima ancora di finire di pagarlo.
Un esempio concreto. Zona E, Milano. Oggi il limite Ecobonus è 1,3 W/m²K. Un serramento in PVC con doppio vetro basso-emissivo e gas argon arriva a 1,2 W/m²K. "Perfetto, è conforme", ti dice il serramentista. Prendi la detrazione, tutto bene.
Scenario alternativo: stesso serramento, ma con triplo vetro. Uw 0,9 W/m²K. Costa indicativamente il 15-20% in più. Ora immagina che il nuovo DM Requisiti Minimi abbassi il limite a 1,0 W/m²K. Il primo serramento non è più conforme. Il secondo sì. Quella differenza di prezzo, spalmata su trent'anni di casa, sparisce. Il rischio di dover rifare tutto, no.
Perché anticipare gli standard conviene (anche senza obbligo)
La tentazione è sempre la stessa: "Compro quello che basta per essere a norma oggi, poi si vedrà". Funziona per un paio di scarpe. Non funziona per un investimento che dura 30 anni. Anticipare gli standard futuri ha tre vantaggi concreti.
Eviti di rifare tutto tra pochi anni. Se installi infissi con Uw 1,5 W/m²K oggi e tra tre anni il limite scende a 1,2 W/m²K, non sei obbligato a sostituirli subito. Ma se vuoi vendere casa, accedere a un nuovo bonus o semplicemente avere un APE decente, quei serramenti diventano un problema.
Massimizzi l'accesso ai bonus. Gli incentivi infissi 2026 — Ecobonus, Bonus Casa e Bonus Sicurezza — richiedono già oggi il rispetto di valori di trasmittanza minimi. Come spiego nella guida completa ai bonus infissi 2026, la pratica ENEA è obbligatoria e i dati tecnici devono corrispondere ai requisiti normativi. Con prestazioni superiori ti metti al riparo da futuri inasprimenti.
Aumenti il valore dell'immobile. Un appartamento con infissi ad alte prestazioni e una classe energetica alta vale di più. Non è un'opinione: gli acquirenti guardano l'APE, le bollette, il comfort. Un infisso con Uw 1,0 W/m²K non costa il doppio di uno con Uw 1,5 W/m²K. Costa il 15-20% in più. Ma quel 15-20% te lo riprendi tutto quando vendi.
Anticipare gli standard non è una spesa in più. È un investimento che ti evita di rifare tutto tra tre anni e ti mette al riparo da normative che cambiano sempre in una sola direzione: più stringenti.
Come partecipare alla consultazione EPBD
La consultazione pubblica sulla revisione EPBD è aperta a tutti fino a fine marzo 2026. Non serve essere un tecnico né un'associazione di categoria: puoi partecipare come cittadino, tramite il portale ufficiale della Commissione Europea con registrazione.
Perché dovresti? Perché le normative europee non sono calate dall'alto per capriccio. Sono il risultato di un processo di consultazione in cui chi partecipa ha voce. Se pensi che certi requisiti siano troppo stringenti, troppo vaghi o mal calibrati sulla realtà italiana, puoi dirlo. E conta.
Ovviamente un singolo cittadino non ribalta una direttiva. Ma le osservazioni fondate vengono lette e prese in considerazione. Le associazioni di categoria lo sanno: ENEA, ANFIT e altre organizzazioni partecipano sistematicamente a queste consultazioni per portare il punto di vista del settore. Poi la Commissione decide, il Parlamento Europeo approva e gli Stati membri recepiscono. Il processo dura anni, ma parte adesso.
La mia opinione
Se stai per cambiare gli infissi, dimentica la frase "basta per il bonus". È la trappola più costosa del settore. Stai comprando un prodotto che ti dovrà accompagnare per trent'anni, in un mercato normativo che ogni pochi anni alza l'asticella e non l'ha mai abbassata.
Non guardare il limite di oggi. Guarda dove stanno andando le direttive europee, chiedi al serramentista un Uw sensibilmente sotto il minimo attuale e mettiti al riparo. La differenza di prezzo la dimentichi in fretta. Un investimento sbagliato, no.