L'Istat ha certificato quello che il mercato già sapeva: il 2025 è stato un anno record per l'edilizia italiana. +4,8% di produzione nelle costruzioni, corretto per gli effetti di calendario. Dicembre chiude a +5,4% tendenziale. Il quarto trimestre segna +1,5% congiunturale.
Numeri che fanno notizia. Numeri che fanno titoli. Numeri che — se li leggi senza contesto — ti fanno pensare che il settore stia andando alla grande e che sia il momento giusto per ristrutturare.
Non è così. Quello che Istat ha fotografato non è un settore in salute. È il picco finale di una corsa agli incentivi che ha drogato il mercato per tre anni. Chi deve ancora cambiare gli infissi o fare lavori in casa deve capire una cosa: i prezzi che vedi oggi non sono prezzi di mercato. Sono prezzi gonfiati da una domanda artificiale alimentata dai bonus. E quando quella domanda finisce, il mercato cambia.
In sintesi
- L'edilizia italiana chiude il 2025 con +4,8% di produzione, il dato più alto degli ultimi anni secondo Istat
- La crescita è trainata dalla corsa finale ai bonus edilizi 2024-2025, non da un mercato strutturalmente sano
- Nel 2026 i bonus si riducono: 50% solo sulla prima casa, 36% sugli altri immobili — molti cantieri si fermeranno
- Chi deve ancora cambiare infissi rischia di pagare prezzi gonfiati da un mercato che sta per ridimensionarsi
Il +4,8% che tutti festeggiano (ma nessuno spiega)
I dati Istat sono chiari. A dicembre 2025, l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni cresce dello 0,5% rispetto a novembre. Nella media del quarto trimestre, l'aumento è dell'1,5% sul trimestre precedente. Su base annua, l'indice grezzo segna +3,9%, quello corretto per calendario +4,8%.
Tradotto: nel 2025 si è costruito e ristrutturato più che nel 2024. E nel 2024 più che nel 2023. Una crescita costante, solida, che sembra confermare un settore in espansione.
Ma c'è un dettaglio che Istat non mette nei comunicati stampa: quella crescita non è spontanea. È il risultato diretto di Superbonus, Ecobonus, Bonus Casa, Bonus Facciate, Sismabonus e tutti gli altri incentivi che dal 2020 al 2025 hanno spinto milioni di italiani a ristrutturare casa con detrazioni al 110%, 90%, 70%, 50%.
Non è crescita. È una corsa contro il tempo per prendere l'ultimo treno prima che i bonus finiscano o si riducano. E infatti, nel 2026, quel treno rallenta.
Cosa succede quando i bonus finiscono
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i bonus infissi, ma con aliquote ridotte: 50% sulla prima casa, 36% sugli altri immobili. Niente più 110%, niente più sconto in fattura, niente più cessione del credito. Chi vuole ristrutturare deve anticipare i soldi e recuperarli in 10 anni nella dichiarazione dei redditi.
Risultato prevedibile: molti cantieri si fermeranno. Non perché i bonus siano spariti, ma perché la convenienza percepita è crollata. Chi aveva in mente di rifare gli infissi "tanto c'è il bonus" ora fa due conti e rimanda. Chi aveva programmato lavori più grandi li ridimensiona o li cancella.
Attenzione: Il mercato dell'edilizia nel 2026 non sarà quello del 2025. I prezzi che vedi oggi sui preventivi sono ancora quelli di un mercato in piena corsa. Tra sei mesi potrebbero essere molto diversi. Se devi cambiare gli infissi, valuta se conviene aspettare o se rischi di perdere il bonus.
E i serramentisti? Quelli che negli ultimi tre anni hanno lavorato a pieno regime, con liste d'attesa di mesi, si troveranno con meno commesse. Alcuni abbasseranno i prezzi per riempire il calendario. Altri chiuderanno. È già successo in passato, succederà di nuovo.
Prezzi gonfiati: quanto stai pagando in più
Parliamoci chiaro. Quando la domanda esplode e l'offerta non tiene il passo, i prezzi salgono. È economia di base. E negli ultimi tre anni, i prezzi di infissi, porte blindate, schermature solari e tutto il resto sono saliti. Molto.
Non solo per l'aumento delle materie prime — che c'è stato, ma non giustifica tutto. Sono saliti perché i serramentisti avevano più lavoro di quanto potessero gestire. Perché i tempi di consegna si erano allungati. Perché chi voleva il bonus doveva chiudere entro una certa data e accettava qualsiasi preventivo pur di non perdere l'incentivo.
Quanto stai pagando in più? Difficile dirlo con precisione, ma le stime del settore parlano di un 15-25% in più rispetto ai prezzi pre-bonus. Non su tutti i prodotti, non su tutti i serramentisti, ma la tendenza è quella.
Se oggi paghi un serramento 1.000 euro, è probabile che nel 2027 — quando il mercato si sarà normalizzato — lo stesso serramento costerà 800-850 euro. Ma nel 2027 il bonus potrebbe essere diverso. O non esserci più.
Il dilemma è questo: aspetti che i prezzi scendano, rischiando di perdere il bonus? O compri ora, sapendo che stai pagando un sovrapprezzo?
Chi ci guadagna davvero dal boom dell'edilizia
Non tu. Non il proprietario di casa che ristruttura. Forse nemmeno il serramentista, che ha lavorato di più ma spesso con margini ridotti per via della concorrenza e dei costi delle materie prime.
Chi ci ha guadagnato sono i produttori di materiali, i grossisti, le piattaforme che intermediano tra domanda e offerta. E lo Stato? Lo Stato ha speso decine di miliardi in incentivi, gonfiando il debito pubblico. Parte di quei soldi torneranno indietro con l'IVA e le tasse sui redditi dei lavoratori, ma il saldo netto è negativo.
Il boom certificato da Istat non è un successo economico. È il risultato di una politica fiscale espansiva che ha spostato la domanda dal futuro al presente. Hai anticipato lavori che avresti fatto tra cinque anni. Bene per te, forse. Ma il mercato nel 2026-2027 pagherà il conto.
Cosa fare se devi ancora cambiare gli infissi
Se hai già deciso di cambiare gli infissi e hai il budget, vai avanti. I bonus infissi 2026 ci sono, funzionano e ti permettono di recuperare il 50% della spesa sulla prima casa. Non è il 110%, ma è comunque un incentivo significativo.

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Consiglio: Fatti fare almeno tre preventivi da serramentisti diversi. Confronta non solo i prezzi, ma anche i tempi di consegna, le garanzie, la disponibilità a fornirti tutta la documentazione per la pratica ENEA. Un preventivo più basso ma senza assistenza sulla burocrazia può costarti la detrazione.
Primo: verifica se hai davvero bisogno di cambiare gli infissi. Se i tuoi serramenti hanno meno di 15 anni e sono in buono stato, forse il problema non sono le finestre ma l'impianto di riscaldamento, l'isolamento delle pareti o il tetto. fai fare una diagnosi energetica seria per capire se il problema sono davvero gli infissi Prima di spendere 10.000 euro in infissi nuovi, fai fare una diagnosi energetica seria.
Secondo: se devi cambiare, non aspettare troppo. I bonus del 2026 sono confermati, ma nessuno sa cosa succederà nel 2027. E se aspetti che i prezzi scendano, rischi di trovarti senza incentivi. Meg