Infissi 1 febbraio 2026 📖 4 min di lettura

Finestre in legno: il Politecnico di Torino conferma che sono le più sostenibili

Il Politecnico di Torino ha misurato l'impronta ambientale dei serramenti con un'analisi LCA completa. Il risultato? Le finestre in legno sono le più sostenibili, ma non per i motivi che credi.

Finestre in legno: il Politecnico di Torino conferma che sono le più sostenibili

Il Politecnico di Torino ha messo nero su bianco quello che molti sospettavano: le finestre in legno sono le più sostenibili. Ma attenzione: non per i motivi romantici che ti racconta il marketing. Lo studio, commissionato dall'azienda Navello e coordinato dall'ingegner Isabella Bianco, ha analizzato l'intero ciclo di vita di un serramento attraverso il Life Cycle Assessment (LCA).

Dalla materia prima allo smaltimento finale, ogni fase è stata misurata secondo la norma EN 15804. Il campione? La finestra Seta 2.0 in pino lamellare finger-joint, analizzata nei minimi dettagli nell'impianto produttivo di Monchiero.

In sintesi

  • Ogni metro cubo di legno stocca oltre 800 kg di CO₂
  • Tasso di recupero materiali al 95% dopo 40 anni di vita
  • I consumi energetici incidono solo per il 22,54% sull'impronta di carbonio
  • Lo studio sarà base per la certificazione EPD (Environmental Product Declaration)

Perché il legno vince (e non è quello che pensi)

Tutti parlano del legno come materiale "naturale". Il punto vero è un altro: ogni metro cubo di legno intrappola oltre 800 chili di CO₂ assorbita durante la crescita dell'albero. Quella CO₂ resta bloccata nelle fibre per tutta la vita del serramento, sottratta all'atmosfera.

Non è poesia green. È fisica. Il carbonio resta lì, concreto, per 40 anni e oltre.

Ma c'è di più. Quando analizzi l'intera filiera produttiva, scopri che i consumi energetici pesano solo per il 22,54% dell'impronta di carbonio. Merito anche del fotovoltaico: Navello copre oltre la metà del fabbisogno energetico con energia autoprodotta.

Nota: Il contributo maggiore alle emissioni (46,46%) deriva dalla produzione delle vetrocamere, non dal telaio. Questo vale per tutti i materiali: legno, PVC, alluminio. come spiego nella guida completa su vetri e vetrate

Il vero confronto: legno vs PVC vs alluminio

Lo studio si è concentrato sul legno, ma i dati permettono un confronto indiretto. Il PVC richiede processi petrolchimici energivori. L'alluminio ha un'impronta di carbonio altissima in fase di produzione, anche se è completamente riciclabile.

Il legno parte avvantaggiato: è l'unico materiale che sottrae CO₂ dall'atmosfera invece di produrla. Gli altri materiali devono recuperare questo svantaggio iniziale attraverso durata e riciclabilità.

Francesco Navello, responsabile vendite dell'azienda, la mette così: "Il legno è l'unico materiale da costruzione realmente rinnovabile. Se gestito responsabilmente, contribuisce alla riduzione del fabbisogno energetico della filiera edilizia".

Cosa significa "gestione responsabile"

Non tutto il legno è uguale. Lo studio ha analizzato legname proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile, lavorato con colle atossiche e vernici all'acqua prive di solventi.

Gli scarti di lavorazione? Appena lo 0,88% dell'impatto totale, grazie alla precisione dei macchinari moderni. Niente sprechi, tutto calcolato.

Consiglio: Quando valuti finestre in legno, chiedi sempre la certificazione FSC o PEFC del legname. Senza quella, la sostenibilità è solo marketing.

Il finale del ciclo di vita: 95% di recupero

Dopo 40 anni di servizio, una finestra in legno non finisce in discarica. Il 95% dei materiali viene recuperato: legno e metalli (acciaio, alluminio, ottone) vengono quasi interamente riciclati.

Il risultato? Un "credito di carbonio" di 7,08 kg di CO₂ equivalente al metro quadro, che compensa parzialmente l'impatto iniziale della produzione.

Trasporto e installazione pesano pochissimo: 3,44 kg CO₂ eq/m² per il trasporto, 2,75 kg CO₂ eq/m² per l'installazione. Marginale rispetto all'impatto complessivo.

Verso la certificazione EPD

Lo studio del Politecnico non è fine a se stesso. Rappresenta la base per una futura certificazione EPD (Environmental Product Declaration), che definirà in modo verificabile il profilo ambientale dei serramenti in legno.

L'EPD è come l'etichetta energetica degli elettrodomestici: ti dice esattamente qual è l'impatto ambientale del prodotto, senza giri di parole o claim generici.

Attenzione: Oggi molte aziende parlano di "sostenibilità" senza dati verificabili. L'EPD cambierà le carte in tavola: o hai i numeri certificati, o non hai niente.

La mia opinione

Questo studio fa chiarezza su un tema pieno di luoghi comuni. Il legno vince sulla sostenibilità, ma non per magia: vince perché stocca carbonio, si ricicla quasi completamente e richiede meno energia in produzione.

Il punto è che la sostenibilità vera si misura, non si racconta. Se stai scegliendo infissi per la tua casa, chiedi sempre dati verificabili sull'impatto ambientale. Le parole costano poco, i numeri no.

E ricorda: la finestra più sostenibile è quella che dura di più. Meglio spendere il 20% in più per un prodotto che dura 40 anni che risparmiare su qualcosa da sostituire dopo 15. ne ho parlato a fondo nella guida agli infissi blindati

Domande Frequenti

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