Infissi 15 agosto 2026 📖 6 min di lettura

Serramenti PVC nel 2025: il mercato rallenta ma resta leader

Nel 2025 il mercato italiano dei serramenti PVC ha perso terreno: circa 12,7 milioni di metri lineari di profili, con un calo intorno al 14% rispetto all'anno precedente. Eppure il PVC mantiene la quota dominante nel mercato infissi. Ecco cosa dicono davvero questi numeri.

Serramenti PVC nel 2025: il mercato rallenta ma resta leader

Un calo che non sorprende chi conosce il settore

Il mercato italiano dei serramenti PVC nel 2025 ha chiuso con circa 12,7 milioni di metri lineari di profili. Rispetto all'anno precedente, la contrazione è nell'ordine del 14%. Numeri che, sui titoli, sembrano un campanello d'allarme. Nella realtà, raccontano qualcosa di più preciso.

Chi lavora nel settore da anni sa che i cicli del mercato infissi seguono quasi sempre le politiche di incentivazione fiscale. Quando arrivano i bonus, il mercato si gonfia. Quando si riducono o spariscono, si sgonfia. Non è un crollo strutturale: è un rimbalzo fisiologico dopo anni di domanda artificialmente accelerata.

In sintesi

  • Il mercato dei serramenti PVC in Italia vale indicativamente 2,2 miliardi di euro, con circa 12,7 milioni di metri lineari di profili nel 2025
  • Il calo rispetto all'anno precedente è nell'ordine del 14%, ma il PVC mantiene una quota di circa il 45% nel mercato infissi italiano
  • La contrazione dipende soprattutto dalla riduzione degli incentivi fiscali, non da un problema del materiale in sé

Il 45% di quota: cosa significa davvero

Nonostante il calo, il PVC resta il materiale più diffuso per gli infissi in Italia, con una quota intorno al 45% del mercato complessivo. Alluminio e legno si dividono il resto, con l'alluminio in crescita soprattutto nel segmento residenziale di fascia alta e nel terziario.

Questo dato va letto con attenzione, perché dice una cosa che spesso si dimentica: il PVC non è in crisi come materiale. È in calo il volume di installazioni, che è cosa diversa. La domanda latente, case con infissi datati che andrebbero sostituiti, non è scomparsa. Si è solo spostata in avanti nel tempo, in attesa di condizioni economiche più favorevoli o di nuovi incentivi.

Come spiego nella analisi del mercato finestre 2024, il sorpasso dell'alluminio sul PVC nei volumi complessivi era già nell'aria. Ma sorpasso non significa sostituzione: i due materiali rispondono a esigenze diverse e difficilmente si cannibalizzano davvero.

Perché il mercato si è contratto: la vera ragione

La risposta comoda è: «meno bonus, meno lavori». Ed è vera, ma incompleta.

Il Superbonus ha drogato il mercato per tre anni. Ha portato a installare infissi anche in contesti dove non era strettamente necessario, solo perché il costo era a carico dello Stato. Quando quella spinta è venuta meno, il mercato non è tornato ai livelli pre-incentivo: è sceso sotto, perché una parte della domanda era già stata anticipata.

A questo si aggiunge una riduzione della capacità di spesa delle famiglie italiane, in un contesto di inflazione ancora percepibile e tassi di mutuo che hanno frenato le compravendite immobiliari. Chi compra casa nuova spesso cambia anche gli infissi. Meno compravendite, meno sostituzioni.

Attenzione: Se stai aspettando un nuovo ciclo di incentivi per cambiare gli infissi, tieni presente che le soglie di trasmittanza termica richieste per accedere alle detrazioni potrebbero diventare più stringenti nei prossimi anni, anche in recepimento della Direttiva europea Case Green (EPBD). le soglie di trasmittanza richieste per le detrazioni stanno cambiando dal 3 giugno 2026 Aspettare potrebbe significare dover scegliere prodotti più performanti, e più costosi, per accedere alle detrazioni.

Sostenibilità: il PVC non è più il materiale "problematico"

C'è un pregiudizio duro a morire: il PVC fa male all'ambiente. Era parzialmente vero vent'anni fa. Oggi non regge più.

I profili PVC moderni sono riciclabili meccanicamente, e il settore europeo, attraverso iniziative come VinylPlus, ha costruito filiere di raccolta e riciclo che funzionano. Un profilo PVC a fine vita non finisce necessariamente in discarica: viene rigranulato e reimmesso nel ciclo produttivo. Questo non significa che il PVC sia neutro dal punto di vista ambientale, ma significa che il confronto con alluminio e legno è molto meno scontato di quanto sembri.

L'alluminio richiede enormi quantità di energia per la produzione primaria. Il legno ha problemi di durabilità e manutenzione in climi umidi. Il PVC, con le tecnologie attuali, offre un ciclo di vita competitivo su tutti e tre i fronti: prestazioni termiche, durata, riciclabilità.

Il problema del PVC non è mai stato tecnico. È sempre stato di percezione. E il mercato, lentamente, se ne sta accorgendo.

Cosa significa per chi deve comprare oggi

Un mercato in contrazione ha un effetto collaterale positivo per il consumatore finale: più concorrenza tra i produttori, margini più stretti, e una pressione verso la qualità per differenziarsi. Non è il momento peggiore per acquistare serramenti PVC: è probabilmente uno dei momenti migliori degli ultimi anni.

I produttori che hanno retto il ciclo negativo sono quelli che hanno investito in prodotto, non solo in volume. Chi oggi ti offre un profilo PVC con buone prestazioni termiche, guarnizioni di qualità e certificazioni verificabili, lo fa perché ha scelto di competere sulla sostanza. capire cosa guardare davvero quando compri finestre in PVC Chi invece ha puntato solo sul prezzo basso durante gli anni del Superbonus, oggi fa fatica.

Consiglio: Quando valuti un preventivo per serramenti PVC, chiedi sempre il valore Uw del serramento completo (non solo il vetro) e la classe di permeabilità all'aria. Sono i due dati che separano un prodotto serio da uno che sembra uguale ma non lo è.

Se vuoi orientarti tra i produttori presenti sul mercato italiano, la guida alla lettura del preventivo finestre PVC ti aiuta a capire cosa confrontare davvero tra un'offerta e l'altra, senza fermarti al prezzo finale.

Il 2026 può invertire la tendenza?

Dipende da due variabili che si muovono in parallelo. La prima è il quadro degli incentivi: se il bonus ristrutturazioni al 50% dovesse essere confermato o potenziato, come discusso in sede di Legge di Bilancio, una parte della domanda congelata tornerebbe sul mercato. La seconda è il Piano Casa 2026, che prevede un programma di costruzione e riqualificazione di alloggi popolari che potrebbe generare una domanda istituzionale significativa.

Non è detto che il rimbalzo sia immediato. I mercati non si invertono in un trimestre. Ma le condizioni strutturali perché il PVC resti il materiale dominante nel mercato infissi italiano ci sono tutte: costo competitivo, buone prestazioni termiche, filiera produttiva consolidata, e un parco edilizio italiano che ha ancora milioni di infissi da sostituire.

Il rallentamento del 2025 non è la fine di un ciclo. È una pausa.

Domande Frequenti

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