Se ne parlava da tre anni. Ora è ufficiale. Il 7 maggio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 66/2026, recante «Disposizioni urgenti per il Piano Casa». Il decreto è entrato in vigore il giorno successivo, l'8 maggio 2026, ed è ora in attesa di conversione parlamentare. Per il settore dei serramenti, la notizia non è solo politica: è un potenziale ordine da 600.000 infissi.
In sintesi
- Il DL 66/2026 è in vigore dall'8 maggio 2026 e stanzia 970 milioni di euro per il recupero del patrimonio di edilizia pubblica e sociale, con orizzonte 2030
- L'obiettivo è portare sul mercato 100.000 unità immobiliari nei prossimi 10 anni (60.000 nel breve termine), tra ristrutturazioni e nuove edificazioni senza consumo di suolo
- Secondo ANFIT, ipotizzando una media di 6 finestre per unità, il piano genererebbe un fabbisogno di circa 600.000 serramenti
- Gli alloggi destinati alla locazione di lunga durata dovranno rispettare standard elevati di efficienza energetica e sostenibilità ambientale
Cosa prevede il DL 66/2026 Piano Casa
Il decreto si articola in 12 articoli e punta a rispondere al fabbisogno abitativo di giovani, universitari, lavoratori fuori sede, giovani coppie e genitori separati. Il cuore del provvedimento è un programma straordinario di manutenzione e recupero del patrimonio di edilizia pubblica e sociale esistente.
La dotazione economica è pari a 970 milioni di euro con orizzonte 2030. A questi si aggiungono fondi europei collegati al Regolamento (UE) 2023/955 e una quota-parte dei fondi definiti dalla Legge 160/2019 per il periodo 2027-2034. Il meccanismo operativo prevede una convenzione tra il MIMIT e INVITALIA per erogare contributi agli enti titolari di funzioni in materia di edilizia pubblica.
Per accelerare i tempi — storicamente il vero problema di questi piani — il decreto istituisce un Commissario straordinario e una Cabina di monitoraggio. Il Commissario, nominato con DPCM su proposta del MIMIT, dovrà avviare una ricognizione straordinaria degli immobili pubblici non redditizi e definire gli schemi-tipo di convenzione tra enti proprietari e soggetti attuatori. La Cabina di monitoraggio sarà presieduta dal Presidente del Consiglio o dal Ministro delle Infrastrutture.
Efficienza energetica: il requisito che riguarda i serramenti
Non è solo una questione di numeri. Il decreto introduce un requisito che ha implicazioni dirette sulla qualità degli infissi richiesti.
Gli alloggi destinati alla locazione di lunga durata con facoltà di riscatto (articolo 6) dovranno rispettare «standard elevati di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e innovazione tecnologica». Non è una formula generica: significa che i serramenti installati in questi edifici dovranno soddisfare requisiti tecnici precisi, in linea con le normative sull'involucro edilizio.
Se vuoi capire quali soglie di trasmittanza termica entrano in gioco per gli edifici pubblici e sociali, il riferimento è il Decreto Requisiti Minimi 2025, che dal 3 giugno 2026 ridefinisce i limiti per l'involucro edilizio.
Nota: Il decreto prevede anche l'istituzione del Fondo housing coesione, gestito da Invimit SGR, con l'obiettivo di sostenere interventi di edilizia residenziale pubblica attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e il contenimento del consumo di suolo.
600.000 serramenti: il calcolo di ANFIT
Il dato più concreto per chi opera nel settore viene direttamente da ANFIT, l'associazione di categoria dei serramentisti. Il ragionamento è semplice: 100.000 unità immobiliari, media di 6 finestre per unità, fanno 600.000 serramenti da produrre e installare nei prossimi dieci anni.
Non è un numero certo — dipende da quante unità saranno effettivamente ristrutturate rispetto a quelle di nuova edificazione, e da quante finestre avrà davvero ogni alloggio. Ma l'ordine di grandezza è significativo. Per un settore che nel 2025 ha registrato un calo del 14% sul mercato PVC, una commessa pubblica di questa portata rappresenta un segnale di domanda strutturale non trascurabile.
600.000 serramenti non si producono in un anno. Ma si pianificano adesso — e chi arriva prima nelle gare d'appalto parte avvantaggiato.
Edilizia integrata e prezzi calmierati: il contesto sociale
Gli articoli 9 e 10 del decreto affrontano il tema dell'edilizia integrata: alloggi per chi non rientra nei requisiti dell'edilizia residenziale pubblica, ma non riesce nemmeno a sostenere i prezzi di mercato. Una fascia grigia che in molte città italiane è diventata la maggioranza.
I programmi dovranno essere realizzati prevalentemente attraverso investimenti privati. L'investimento destinato alla componente convenzionata dovrà essere non inferiore al 70% dell'investimento complessivo. Gli alloggi convenzionati andranno venduti o locati a prezzi calmierati, con una riduzione di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato della stessa zona. La destinazione convenzionata dovrà essere mantenuta per almeno 30 anni dalla fine dei lavori.
Attenzione: Il DL 66/2026 è in vigore dall'8 maggio 2026, ma è ancora un decreto-legge: deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. I contenuti potrebbero subire modifiche durante l'iter parlamentare. Verifica lo stato di conversione sul sito della Gazzetta Ufficiale prima di prendere decisioni operative basate su questo decreto.
Cosa significa per chi lavora nel settore (e per chi compra casa)
Per i produttori e installatori di serramenti, il Piano Casa è un segnale di domanda pubblica a lungo termine. Le gare d'appalto per la fornitura di infissi negli edifici ERP e nelle nuove costruzioni convenzionate richiederanno prodotti conformi agli standard energetici previsti dal decreto. Chi non è già allineato ai requisiti tecnici attuali farà fatica a partecipare.
Per chi cerca casa in affitto o vuole acquistare a prezzi calmierati, il decreto introduce strumenti nuovi — dal riscatto degli alloggi ERP alla locazione di lunga durata con opzione d'acquisto. I dettagli operativi di alcune procedure (come il riscatto degli alloggi ERP) sono però demandati a successivi decreti interministeriali: i tempi reali di attuazione restano da definire.
Per i privati che ristrutturano casa propria, questo decreto non cambia nulla direttamente. I bonus fiscali restano quelli già in vigore — Ecobonus, Bonus Casa, Bonus Sicurezza — come spiegato nella guida completa al bonus infissi 2026.
Il mio parere
Il Piano Casa esiste sulla carta da tre anni. Ora ha un decreto, un commissario, una cabina di regia e 970 milioni. Sulla carta, è tutto quello che serviva. Il problema è che l'Italia ha una lunga tradizione di piani edilizi pubblici che si arenano tra burocrazia, ricorsi e fondi non spesi. Il commissario straordinario è la risposta a questo problema — ma un commissario non risolve vent'anni di patrimonio pubblico abbandonato in 18 mesi. I 600.000 serramenti di ANFIT sono una stima ottimistica. Il numero reale dipenderà da quanto velocemente si passerà dalle convenzioni ai cantieri. E questo, in Italia, è sempre il passaggio più difficile.