Infissi 15 maggio 2026 📖 6 min di lettura

Decreto Requisiti Minimi 2025: cosa cambia per l'involucro edilizio dal 3 giugno 2026

Dal 3 giugno 2026 il decreto requisiti minimi 2025 ridisegna le verifiche sull'involucro edilizio con tre livelli progressivi — Usc, Umed e H'T — applicati in base al tipo di intervento. I ponti termici entrano ufficialmente nel calcolo. Chi ristruttura senza saperlo rischia di non superare le verifiche e di perdere le detrazioni.

Decreto Requisiti Minimi 2025: cosa cambia per l'involucro edilizio dal 3 giugno 2026

Hai un preventivo per cambiare le finestre. Il serramentista ti dice che il nuovo infisso ha una trasmittanza ottima. Il tecnico ti firma la pratica. Tutto sembra a posto.

Dal 3 giugno 2026, potrebbe non bastare più. Il decreto requisiti minimi 2025 — il DM 28 ottobre 2025 — non ha semplicemente aggiornato i numeri. Ha cambiato la logica con cui si verificano le prestazioni dell'involucro edilizio. E la differenza, per chi ristruttura, è tutt'altro che formale.

In sintesi

  • Dal 3 giugno 2026 le verifiche sull'involucro edilizio seguono tre livelli progressivi (Usc, Umed, H'T) in base al tipo di intervento
  • I ponti termici — cassonetti, spalle, davanzali, architravi, balconi — entrano esplicitamente nel calcolo dell'edificio di riferimento
  • Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello scatta anche l'obbligo di coprire almeno il 15% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili

La convinzione sbagliata che ti può costare la detrazione

Fino a ieri, il ragionamento standard era: scelgo un infisso con trasmittanza Uw sotto la soglia prevista dalla mia zona climatica, il tecnico lo certifica, e sono a posto. Logico. Lineare. E sempre meno sufficiente.

Il nuovo decreto introduce un sistema a tre livelli di verifica. Non si tratta di soglie più severe sullo stesso parametro: si tratta di parametri diversi, che guardano l'involucro da angolazioni diverse, e che si applicano in modo selettivo a seconda di quanto è profondo l'intervento che stai facendo.

Chi continua a ragionare con la vecchia logica — «basta che l'infisso superi la verifica di trasmittanza» — rischia di presentare una pratica energetica incompleta. E una pratica incompleta, come spiego nella guida completa al bonus infissi 2026, è il modo più rapido per perdere la detrazione.

I tre livelli di verifica: Usc, Umed e H'T

Il decreto struttura le verifiche sull'involucro edilizio in modo progressivo. Più è profondo l'intervento, più la verifica deve essere completa.

Usc — trasmittanza della sezione corrente. È il livello base. Considera solo la stratigrafia dell'elemento: quanto isola termicamente il materiale, strato per strato. Niente ponti termici, niente discontinuità. Si applica alle riqualificazioni energetiche e alle ristrutturazioni importanti di secondo livello. È la verifica che già conosci, quella che il tuo tecnico calcola da anni.

Umed — trasmittanza media. Qui entra in gioco la realtà costruttiva. Oltre alla stratigrafia, si considerano i ponti termici e le discontinuità geometriche. La novità sostanziale del DM 28.10.2025 è che i valori limite incorporano già al loro interno i ponti termici tabellari. Si applica anch'essa alle ristrutturazioni importanti di secondo livello — in aggiunta alla Usc, non in alternativa.

H'T — coefficiente globale di scambio termico. È la verifica più avanzata. Guarda l'intero involucro: componenti opache, trasparenti, geometria dell'edificio. È una media pesata di tutto quello che disperde calore. Si applica alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni importanti di primo livello.

Tipo di intervento Verifiche richieste Cosa include
Riqualificazione energetica Usc Solo stratigrafia
Ristrutturazione importante II livello Usc + Umed Stratigrafia + ponti termici
Ristrutturazione importante I livello e nuova costruzione H'T Involucro completo, geometria inclusa

Ponti termici: finalmente nel calcolo ufficiale

Questo è il punto che cambia davvero le carte in tavola per chi cambia finestre.

I ponti termici esistevano prima del decreto. Li conosceva chi aveva già letto qualcosa sull'effetto del quarto lato del controtelaio o sulla dispersione termica attorno ai serramenti. Ma nella normativa precedente la loro gestione era lasciata a una certa discrezionalità progettuale.

Con il DM 28.10.2025, i ponti termici entrano esplicitamente nell'edificio di riferimento. Vengono modellati attraverso valori tabellari di trasmittanza lineica standard, contenuti in una specifica appendice del decreto. Le tipologie considerate sono cinque: davanzale, spalla, architrave, cassonetto-serramento e balcone.

Attenzione: Se nell'edificio reale è presente un ponte termico riconducibile a una di queste cinque tipologie, esso sarà presente anche nell'edificio di riferimento. Se invece il ponte termico non rientra in nessuna di queste categorie, verrà conteggiato solo nell'edificio reale — con effetti diretti sui limiti da rispettare. La modellazione non è più una scelta: è determinante per l'esito della verifica.

Tradotto in pratica: se stai sostituendo le finestre in un edificio con cassonetti esistenti, il ponte termico del cassonetto-serramento entra nel calcolo. Non puoi ignorarlo. E se il tuo tecnico non lo sta considerando, il calcolo energetico che ti consegnerà potrebbe essere sbagliato.

Ristrutturazioni di secondo livello: arriva l'obbligo delle rinnovabili

C'è un ulteriore elemento che molti stanno sottovalutando, introdotto non dal decreto requisiti minimi ma dalla normativa di recepimento della direttiva RED III (Direttiva (UE) 2023/2413 sull'energia da fonti rinnovabili), il cui iter di recepimento in Italia è in corso.

Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello — quelle che riguardano almeno il 25% della superficie disperdente dell'edificio — scatta l'obbligo di coprire almeno il 15% del fabbisogno di energia primaria per riscaldamento e raffrescamento tramite fonti rinnovabili. Con integrazione di sistemi per la produzione di energia da fonte rinnovabile, fotovoltaico incluso.

Non basta più intervenire solo sull'involucro. Chi pensava di cambiare le finestre di tutto l'edificio e chiudere lì il discorso deve fare i conti con questo obbligo aggiuntivo. La progettazione integrata involucro-impianto non è più un'opzione avanzata: è un requisito. ho spiegato nel dettaglio cosa cambia con CAM edilizia 2026 e RED III per chi ristruttura

Consiglio: Prima di avviare qualsiasi intervento di sostituzione infissi su scala significativa, chiedi al tecnico di classificare correttamente il tipo di ristrutturazione. La differenza tra riqualificazione energetica e ristrutturazione importante di secondo livello non è solo nominale: cambia radicalmente le verifiche da superare e gli obblighi da rispettare.

Cosa significa tutto questo per chi cambia le finestre

Se stai sostituendo una o due finestre in un appartamento, probabilmente rientri in una riqualificazione energetica. La verifica Usc è sufficiente, e il decreto non stravolge granché rispetto a prima — salvo l'aggiornamento dei valori limite.

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Se invece stai ristrutturando in modo più esteso — cappotto, finestre, tetto, o più del 25% della superficie disperdente — il quadro cambia. Entrano in gioco Usc più Umed, i ponti termici diventano parte del calcolo ufficiale, e potrebbe scattare anche l'obbligo sulle rinnovabili.

Non è la finestra che deve superare la verifica. È l'edificio nel suo insieme. Dal 3 giugno 2026, questa distinzione ha un peso normativo preciso.

Il decreto requisiti minimi 2025 sposta il baricentro dalla singola prestazione del componente alla prestazione complessiva dell'involucro. È un cambio di paradigma che i progettisti conoscono bene — ma che chi ristruttura casa fa bene a capire prima di firmare un contratto o avviare una pratica energetica. il piano casa 2026 potrebbe portare a una domanda massiccia di nuovi serramenti Verifica sempre con il tuo tecnico quale livello di intervento stai affrontando, e assicurati che le verifiche sull'involucro siano impostate di conseguenza.

Domande Frequenti

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