Bonus e detrazioni 24 aprile 2026 📖 7 min di lettura

CAM edilizia 2026 e RED III: cosa cambia davvero per chi ristruttura

Dal 2 febbraio 2026 i nuovi CAM edilizia sono operativi, e dal 4 febbraio la RED III introduce obblighi FER tra il 15% e il 60%. Se stai cambiando gli infissi per accedere agli incentivi, le regole sono cambiate: ecco cosa devi verificare prima di firmare qualsiasi contratto.

CAM edilizia 2026 e RED III: cosa cambia davvero per chi ristruttura

Stai valutando di cambiare gli infissi e accedere a uno degli incentivi disponibili nel 2026. Hai il preventivo in mano, hai scelto il materiale, forse hai già parlato con il tuo serramentista. Poi arriva qualcuno che ti parla di CAM edilizia 2026 e di RED III, e non capisci se riguarda anche te o solo le grandi imprese.

Riguarda anche te. E probabilmente il tuo serramentista non te lo ha ancora detto.

In sintesi

  • Dal 2 febbraio 2026 i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia sono operativi: i prodotti devono rispettare standard di sostenibilità e ciclo di vita per accedere agli incentivi.
  • Dal 4 febbraio 2026 il D.Lgs 5/2026 recepisce la Direttiva RED III: nuovi obblighi di copertura con fonti rinnovabili tra il 15% e il 60% dei consumi, a seconda del tipo di intervento.
  • Cambiare solo gli infissi non basta più: la normativa richiede un approccio integrato sull'involucro edilizio per ridurre dispersioni e soddisfare gli obblighi FER.

Cosa sono i CAM e perché ora contano anche per i privati

La convinzione diffusa è che i Criteri Ambientali Minimi riguardino solo gli appalti pubblici. Grandi cantieri, stazioni appaltanti, imprese che lavorano con la PA. Roba che non tocca chi cambia le finestre di casa.

Sbagliato. I CAM aggiornati con il DM 24 novembre 2025 — operativi dal 2 febbraio 2026 — si applicano a tutti gli interventi che vogliono accedere agli incentivi statali. Appalti pubblici sì, ma anche ristrutturazioni private che usano detrazioni fiscali. Se vuoi il bonus, il prodotto che installi deve rispettare i nuovi standard.

Cosa significa in pratica? Che il tuo fornitore di infissi deve essere in grado di dimostrare le prestazioni ambientali del prodotto lungo l'intero ciclo di vita: dalla produzione delle materie prime, alla fase d'uso, fino allo smaltimento. Questo si chiama LCA — Life Cycle Assessment — e non è più un optional per chi vuole partecipare a gare pubbliche. È un requisito che filtra verso il basso, fino al prodotto che arriva sul tuo cantiere.

Attenzione: Se il tuo serramentista non sa dirti se i prodotti che propone rispettano i nuovi CAM, fermati. Non è una questione burocratica secondaria: un prodotto non conforme può farti perdere l'accesso all'incentivo. Chiedi la documentazione prima di firmare.

LCA e LCC: i due criteri che cambiano la valutazione dei prodotti

Fino a ieri, scegliere un infisso per un intervento incentivato significava guardare la trasmittanza termica, la classe di permeabilità all'aria, magari la classe acustica. Parametri misurabili, certificati, verificabili.

I nuovi CAM aggiungono due livelli di valutazione che cambiano il frame completamente. Il primo è l'LCA — analisi del ciclo di vita — che misura l'impatto ambientale del prodotto dall'estrazione delle materie prime fino al fine vita. Il secondo è l'LCC — costo del ciclo di vita — che considera non solo il prezzo d'acquisto ma i costi di manutenzione, sostituzione e smaltimento nel tempo.

Non è solo una questione di etichette verdi. I CAM premiano concretamente chi usa materiale riciclato, chi impiega sottoprodotti industriali, chi rispetta la disciplina End of Waste per i rifiuti da costruzione e demolizione. Un infisso in PVC con alto contenuto di materiale riciclato post-consumo parte avvantaggiato rispetto a uno prodotto interamente da materia prima vergine, a parità di prestazioni termiche.

C'è anche un elemento che nessuno si aspetta: i CAM premiano la formazione ambientale del personale di cantiere e l'impiego di posatori qualificati. Il come si installa conta quanto il cosa si installa. Un infisso eccellente posato male non rispetta le prestazioni dichiarate — e i CAM lo sanno.

Un prodotto sostenibile mal posato non è sostenibile. I CAM 2026 hanno finalmente messo insieme le due cose.

RED III e obblighi FER: l'involucro non è più separabile dall'impianto

Dal 4 febbraio 2026, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs 5/2026, l'Italia ha recepito la Direttiva europea RED III — la terza versione della Renewable Energy Directive. E qui il cambiamento è strutturale.

La norma introduce l'obbligo di coprire una quota dei consumi energetici dell'edificio con fonti rinnovabili. Le percentuali variano tra il 15% e il 60% a seconda della tipologia di intervento: edifici di nuova costruzione, edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti, interventi di secondo livello. Non è una raccomandazione. È un obbligo.

Ma attenzione al punto che cambia tutto: installare un pannello fotovoltaico non è sufficiente. La logica della RED III è che non puoi coprire con le rinnovabili ciò che stai disperdendo dall'involucro. Prima riduci le dispersioni, poi integri le rinnovabili. L'approccio è sistemico, non additivo.

Consiglio: Se stai pianificando una ristrutturazione importante nel 2026, parti sempre dall'involucro — infissi, isolamento, ponti termici — prima di dimensionare l'impianto rinnovabile. Un involucro efficiente riduce la quota di FER necessaria e abbassa i costi complessivi dell'intervento.

Cosa cambia concretamente per chi compra infissi oggi

Metti insieme CAM e RED III e ottieni un quadro preciso. Chi ristruttura nel 2026 e vuole accedere agli incentivi — e puoi approfondire quali sono nella guida completa al bonus infissi 2026 — deve fare i conti con tre livelli di compliance che prima non esistevano insieme.

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Primo: il prodotto deve avere una documentazione ambientale verificabile. Non basta la scheda tecnica con i valori termici. Serve sapere da dove viene il materiale, quanta parte è riciclata, come viene smaltito a fine vita.

Secondo: l'installatore deve essere qualificato non solo tecnicamente ma anche dal punto di vista ambientale. I CAM premiano esplicitamente la formazione del personale di cantiere. Questo non è un dettaglio: è un criterio che può fare la differenza nell'accesso agli incentivi per gli appalti pubblici, e che progressivamente si trasferirà anche agli interventi privati.

Terzo: l'intervento sugli infissi non può essere isolato dal resto dell'edificio. Con la RED III, chi fa una ristrutturazione importante deve dimostrare che l'involucro è stato messo in condizione di ridurre le dispersioni prima di integrare le rinnovabili. Gli infissi non sono più un acquisto a sé — sono parte di una strategia energetica d'insieme.

Sul tema dell'integrazione normativa tra efficienza energetica e obblighi europei, vale la pena leggere anche cosa sta succedendo con la procedura di infrazione UE sull'EPBD: il quadro normativo si sta stringendo da più direzioni contemporaneamente.

Il mercato non è ancora pronto, ma tu puoi esserlo

La realtà del mercato è questa: la maggior parte dei serramentisti sa produrre e installare infissi di qualità. il mercato delle ristrutturazioni nel 2025 ha già segnato un calo Ma la documentazione LCA, i criteri End of Waste, la tracciabilità del contenuto riciclato — su questi temi c'è ancora molta approssimazione.

Non è colpa loro. I nuovi CAM sono operativi da pochi mesi, e la filiera si adegua con tempi che non sono quelli di un decreto. Ma il rischio lo corre chi compra: se l'incentivo viene negato perché il prodotto non è conforme ai CAM, il problema è tuo, non del fornitore.

Come tutelarti? Chiedi esplicitamente al tuo serramentista se i prodotti proposti sono conformi ai CAM DM 24 novembre 2025. Chiedi se dispone di documentazione LCA del prodotto. Chiedi se gli installatori hanno formazione ambientale certificata. Se non sa rispondere, non è necessariamente disonesto — potrebbe semplicemente non essere ancora aggiornato. Ma devi saperlo prima di firmare.

La conformità normativa non è un valore aggiunto. Dal 2 febbraio 2026 è il punto di partenza. Chi non parte da lì, parte già in ritardo — e il costo di quel ritardo lo paga chi ristruttura, non chi vende.

Domande Frequenti

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