Il mercato del serramento in PVC ha chiuso il 2025 con un calo netto. Secondo l'indagine annuale del PVC Forum Italia, nel 2025 sono stati immessi 12,7 milioni di metri lineari di profili per telai finestra in PVC, in calo di circa il 14% rispetto al 2024. Un dato che fotografa un settore in fase di normalizzazione dopo anni di crescita artificiale alimentata dagli incentivi fiscali.
I dati provengono da 10 aziende associate — tra cui Alphacan, Aluplast Italia, Deceuninck Italia, Finstral, Gealan Italia, Profine Italia, Rehau, Salamander, Schüco, PWS Italia e Veka Italia — che insieme rappresentano gran parte del mercato di riferimento. Non è un campione marginale: è il cuore produttivo del settore.
In sintesi
- Nel 2025 immessi 12,7 milioni di metri lineari di profili PVC: -14% sul 2024
- Il mercato complessivo vale circa 2,8 milioni di unità (produzione + importazioni)
- Il PVC mantiene il 45% del mercato infissi italiano, con un giro d'affari di circa 2,2 miliardi di euro
- I profili bianchi salgono al 55% del totale: i consumatori tagliano sui costi delle finiture
Perché il mercato infissi PVC è calato nel 2025
Il PVC Forum Italia individua tre cause principali. La prima è la più ovvia: la progressiva riduzione degli incentivi fiscali per la riqualificazione edilizia. Chi ha cambiato le finestre negli anni del Superbonus e dell'Ecobonus al massimo non ha più ragione di farlo. La domanda si è esaurita in anticipo.
La seconda causa è strutturale: il mercato residenziale ha raggiunto una saturazione parziale. Il triennio 2021-2023 è stato eccezionale. Quel picco non era sostenibile, e il 2025 è la correzione fisiologica.
La terza causa è macroeconomica: inflazione e minore capacità di spesa delle famiglie. Chi avrebbe voluto cambiare gli infissi rimanda. Chi non può rimandare, taglia sul prodotto.
Nota: I 12,7 milioni di metri lineari si traducono in circa 2,1 milioni di unità finestra prodotte in Italia, a cui si aggiungono circa 700.000 unità importate. Il mercato complessivo del serramento in PVC vale quindi circa 2,8 milioni di unità, pari a circa 38.095 tonnellate di materiale.
Il segnale più interessante: vince il bianco economico
Dentro i numeri del calo c'è un dato che dice molto sul comportamento del consumatore. I profili bianchi raggiungono circa il 55% del totale, mentre quelli pellicolati (con finiture colorate o effetto legno) scendono al 45%.
Il bianco costa meno. Non richiede pellicole decorative, non ha lavorazioni aggiuntive. Chi compra oggi sceglie la soluzione più accessibile senza rinunciare alle prestazioni tecniche del materiale. È una risposta razionale a un contesto economico difficile.
Ma c'è un risvolto pratico che vale la pena considerare. Se stai valutando infissi in PVC con finiture colorate o pellicolate, sei in un segmento di mercato che si è ristretto. Questo può significare meno concorrenza tra produttori su quel segmento — e quindi meno pressione sui prezzi. Vale la pena confrontare più preventivi, come spiego nella guida all'acquisto delle finestre in PVC.
Il PVC resta dominante: 45% del mercato italiano
Nonostante il calo dei volumi, il serramento in PVC mantiene una posizione di leadership. Valutando il mercato complessivo degli infissi in Italia — comprensivo di tutti i materiali — il PVC copre circa il 45% delle unità, con un giro d'affari complessivo di circa 2,2 miliardi di euro.
Nessun altro materiale si avvicina a questa quota. L'alluminio e il legno si dividono il resto, con dinamiche molto diverse per fascia di prezzo e segmento applicativo. Il PVC domina soprattutto nel residenziale, che è esattamente il mercato in cui si concentra chi sta ristrutturando casa.
Un calo del 14% non è una crisi: è il mercato che torna ai numeri reali dopo tre anni di domanda gonfiata dagli incentivi.
Cosa significa per chi deve comprare infissi oggi
Un mercato che si contrae ha effetti concreti su chi sta per firmare un preventivo. Meno domanda significa che i produttori e i serramentisti hanno più interesse a chiudere le trattative. In teoria, è un momento favorevole per negoziare.
In pratica, però, la situazione è più sfumata. I costi di produzione non sono scesi in proporzione al calo della domanda. Le materie prime, la logistica e il costo del lavoro restano elevati. Chi taglia troppo sul prezzo sta tagliando da qualche altra parte — spesso sulla qualità del vetro o sul sistema di posa.
Attenzione: In un mercato in contrazione, aumenta la pressione commerciale per chiudere vendite rapidamente. Diffidate dei preventivi che arrivano senza dettaglio su profondità del profilo, valore Uw e sistema di posa. Un preventivo incompleto è sempre un preventivo da approfondire.
Un altro effetto del calo è la pressione sulle importazioni. Con circa 700.000 unità importate su 2,8 milioni totali, il mercato italiano dipende in misura significativa da produzione estera. In un contesto di domanda ridotta, il prodotto importato a basso costo può diventare più competitivo. Questo non è necessariamente un problema — dipende da cosa c'è dentro quel prodotto. La differenza tra PVC e alluminio non è solo di materiale, ma di come viene costruito e certificato il serramento finale.
Il mio parere
Il PVC Forum Italia chiama questo calo "fisiologico". È la parola giusta. Tre anni di bonus eccezionali hanno anticipato una domanda che altrimenti si sarebbe distribuita su un arco più lungo. Ora il mercato paga il conto.
Quello che trovo interessante — e un po' preoccupante — è il dato sui profili bianchi al 55%. Non è un segnale di maturità del mercato: è un segnale di difficoltà economica delle famiglie. Chi rinuncia alla finitura pellicolata non lo fa per scelta estetica. Lo fa perché deve contenere la spesa. E quando si contiene la spesa sugli infissi, il rischio è che si tagli anche dove non si dovrebbe — sul vetro, sulla posa, sulla ferramenta. Il calo del mercato è gestibile. Il calo della qualità media dell'acquisto, molto meno.