Infissi 21 marzo 2026 📖 4 min di lettura

Produzione nelle costruzioni gennaio 2026: terzo calo consecutivo, cosa significa per chi compra infissi

L'Istat ha pubblicato il 20 marzo 2026 i dati sulla produzione nelle costruzioni di gennaio 2026: terzo calo mensile consecutivo (-1,3%) e prima flessione tendenziale dopo dodici mesi di crescita. Un segnale di raffreddamento del mercato che ha implicazioni concrete per chi sta pianificando l'acquisto di infissi.

Produzione nelle costruzioni gennaio 2026: terzo calo consecutivo, cosa significa per chi compra infissi

Il dato Istat: tre cali di fila e la prima inversione tendenziale

Il 20 marzo 2026 l'Istat ha pubblicato il flash statistico sulla produzione nelle costruzioni di gennaio 2026. Il numero che conta: -1,3% rispetto a dicembre 2025, su base destagionalizzata. È il terzo calo mensile consecutivo.

Ma il dato più significativo è quello tendenziale. L'indice corretto per gli effetti di calendario segna -0,6% rispetto a gennaio 2025. È la prima flessione dopo dodici mesi consecutivi di crescita. Un ciclo si è chiuso.

In sintesi

  • Produzione nelle costruzioni: -1,3% a gennaio 2026 su base mensile destagionalizzata (terzo calo consecutivo)
  • Prima flessione tendenziale dopo 12 mesi di crescita: indice corretto -0,6% su gennaio 2025
  • Dato trimestrale (novembre 2025 – gennaio 2026) sostanzialmente stazionario: +0,1%
  • Un mercato in raffreddamento può tradursi in maggiore potere contrattuale per chi acquista infissi

Va detto: l'indice grezzo segna -4,9% su base annua, ma questo dato risente del minor numero di giorni lavorativi (20 a gennaio 2026 contro 21 di gennaio 2025). Per questo l'Istat corregge il dato per gli effetti di calendario, ottenendo il -0,6% citato sopra.

Cosa dice davvero il dato trimestrale

Il trimestre novembre 2025 – gennaio 2026 segna +0,1% rispetto al trimestre precedente. Sostanzialmente piatto. Non è un crollo, ma è la conferma che la spinta propulsiva del settore — alimentata negli anni scorsi dai bonus edilizi — si sta esaurendo. ho già analizzato cosa significa il +1,9% annuo dei prezzi costruzioni per chi deve comprare infissi

Come avevo già segnalato analizzando i dati Istat sull'edilizia nel 2025, il +4,8% registrato quell'anno era in larga parte il canto del cigno di un ciclo espansivo legato agli incentivi. Gennaio 2026 conferma quella lettura.

Nota: L'Istat ha anche rivisto la metodologia di stima dei dati destagionalizzati a partire da questa rilevazione. I confronti con le serie storiche precedenti vanno quindi letti con cautela.

Mercato costruzioni in calo: cosa cambia per chi compra infissi

I dati macro Istat sembrano lontani dalla realtà di chi deve cambiare le finestre di casa. In realtà non lo sono. il rapporto Nomisma 2026 che quantifica il valore del settore infissi in 15 miliardi

Quando il mercato delle costruzioni rallenta, la domanda di serramenti si contrae. I produttori di infissi e i serramentisti si trovano con più capacità produttiva disponibile e meno ordini da evadere. In un mercato in espansione, i tempi di attesa si allungano e i prezzi tendono a salire. In un mercato in raffreddamento, accade il contrario.

Un mercato edilizio che frena non è una cattiva notizia per chi ristruttura: è il momento in cui il potere contrattuale torna dal lato del cliente.

Questo non significa che i prezzi degli infissi scenderanno automaticamente. Le materie prime — alluminio in testa — hanno una loro dinamica indipendente, come ho già documentato analizzando il +45% dell'alluminio in dieci mesi. Ma sulla componente di manodopera e sui margini dei serramentisti, un mercato meno caldo lascia più spazio di trattativa.

Consiglio: Se stai pianificando la sostituzione degli infissi nei prossimi mesi, chiedi preventivi a più serramentisti. In un mercato in rallentamento, la concorrenza tra installatori aumenta. Non accettare il primo preventivo senza confronto.

Il contesto: fine del ciclo bonus

La flessione di gennaio 2026 non arriva a sorpresa. Il Superbonus ha gonfiato artificialmente la domanda di lavori edilizi tra il 2021 e il 2023. Il progressivo ridimensionamento degli incentivi — con aliquote calanti e requisiti più stringenti — ha tolto carburante al motore.

Il mercato delle costruzioni sta tornando a livelli più normali. Non è una crisi, almeno per ora. Ma chi si aspettava che il boom continuasse indefinitamente deve aggiornare le proprie aspettative.

Il mio parere

Un flash statistico Istat non è una rivoluzione. Ma tre cali mensili consecutivi e la prima flessione tendenziale dopo un anno di crescita sono un segnale che non si può ignorare. Il mercato edilizio ha smesso di correre. Per chi deve comprare infissi, questa è potenzialmente una buona notizia: meno lavoro per i serramentisti significa più attenzione al cliente e più margine per trattare. Approfittane. Il momento in cui tutti ristrutturano è il momento peggiore per comprare. Adesso il vento sta cambiando.

Domande Frequenti

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