Ti hanno fatto il preventivo per i nuovi infissi. Hai scelto il modello, il colore, la ferramenta. Sei pronto a firmare e a mandare la pratica ENEA per il bonus. C'è solo un problema: nessuno ti ha chiesto se lo stato legittimo della tua casa corrisponde allo stato di fatto.
Se non sai cosa significa questa frase, fermati. Perché se c'è una difformità — anche piccola, anche vecchia di vent'anni — il bonus te lo scordi. E in alcuni casi, rischi anche una multa.
In sintesi
- Lo stato legittimo è la configurazione dell'immobile risultante dall'ultimo titolo abilitativo edilizio
- Serve per dimostrare che l'intervento sugli infissi è conforme alle norme urbanistiche ed edilizie
- Se lo stato di fatto non corrisponde allo stato legittimo, devi sanare prima di chiedere il bonus
- Il Decreto Salva Casa (2024) ha semplificato la sanatoria delle difformità pregresse, ma non elimina l'obbligo di verifica
Cos'è lo stato legittimo (e perché il serramentista non te lo chiede)
Lo stato legittimo è la situazione urbanistica ed edilizia del tuo immobile risultante dall'ultimo titolo abilitativo rilasciato. In pratica: è come la tua casa dovrebbe essere secondo i documenti depositati in Comune.
Il problema è che la tua casa potrebbe essere diversa da quei documenti. Magari hanno spostato una finestra, chiuso un balcone, aperto una porta. Magari l'hanno fatto i proprietari precedenti, magari trent'anni fa. Ma se non è stato sanato, quella difformità esiste ancora.
Il concetto di stato legittimo è definito dall'art. 9-bis del DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia). E dice una cosa molto chiara: lo stato legittimo si prova con il titolo abilitativo che ha previsto la costruzione o l'ultimo intervento edilizio che ha interessato l'intero immobile o porzioni di esso.
Attenzione: Il serramentista non è tenuto a verificare lo stato legittimo. Non è un tecnico abilitato. Se ti dice "non ti preoccupare", non sta garantendo niente. La responsabilità è tua.
Quando serve lo stato legittimo per cambiare gli infissi
Non sempre. Ma nella maggior parte dei casi, sì.
Se vuoi accedere a qualsiasi bonus fiscale (il 50% della ristrutturazione edilizia, il 65% dell'ecobonus, il 50% del bonus mobili), devi dimostrare che l'immobile è conforme alle norme urbanistiche ed edilizie. E per farlo, devi avere lo stato legittimo in ordine.
Come spiego nella guida completa ai bonus infissi 2026, la conformità urbanistica è un requisito implicito ma vincolante. L'Agenzia delle Entrate può chiederti di dimostrare che l'intervento è stato fatto su un immobile regolare. Se non lo è, il bonus decade. E devi restituire tutto, con sanzioni e interessi.
Anche senza bonus, se l'intervento sugli infissi richiede una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) — e in molti casi la richiede — il tecnico che la firma deve attestare la conformità urbanistica. Se non c'è, non può firmare.
Come verificare lo stato legittimo della tua casa
Non puoi farlo da solo. Serve un tecnico abilitato: architetto, ingegnere, geometra.

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Se stai verificando lo stato legittimo della tua casa, è utile monitorare anche le condizioni ambientali attuali. Questo igrometro digitale ti permette di controllare temperatura e umidità degli ambienti, dati che possono essere rilevanti quando valuti l'efficienza dei tuoi infissi esistenti o pianifichi la sostituzione.
Vedi prezzo su Amazon →Il tecnico deve fare una verifica documentale: recupera in Comune tutti i titoli edilizi che hanno interessato l'immobile (concessione edilizia, permesso di costruire, SCIA, CILA, condono). Poi confronta quei documenti con lo stato di fatto attuale.
Se tutto corrisponde, bene. Lo stato legittimo è in ordine. Il tecnico redige una relazione di conformità urbanistica che allega alla pratica ENEA o alla CILA.
Se non corrisponde, hai un problema. E devi risolverlo prima di cambiare gli infissi.
Consiglio: Chiedi al tecnico di fare la verifica prima di firmare il preventivo con il serramentista. Se scopri una difformità dopo, rischi di dover rimandare tutto (e di perdere il prezzo bloccato).
Cosa fare se lo stato di fatto non corrisponde allo stato legittimo
Dipende dal tipo di difformità. E qui le cose si complicano.
Se la difformità è sanabile, devi presentare una pratica edilizia (SCIA o permesso in sanatoria) e pagare le sanzioni previste. Solo dopo che la pratica è stata approvata, puoi procedere con gli infissi e chiedere il bonus.
Se la difformità è in area vincolata (paesaggistica, storica, archeologica), serve anche l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria ai sensi dell'art. 36-bis del Codice dei Beni Culturali. Come spiego nell'articolo sulla sanatoria paesaggistica, questa procedura può richiedere mesi e non è mai garantita.
Se la difformità non è sanabile (es. abuso edilizio grave, distanze dai confini non rispettate), devi demolire l'abuso. E a quel punto, probabilmente, non cambi più gli infissi.
Attenzione: Il condono edilizio (leggi 47/1985, 724/1994, 326/2003) non risolve automaticamente il problema. Se hai un condono, devi verificare che copra esattamente la difformità che hai. Spesso i condoni sono parziali o incompleti. Ne parlo nell'articolo sul condono edilizio per infissi.
Il Decreto Salva Casa: come cambia la sanatoria per difformità pregresse
Se la tua casa ha difformità realizzate prima del 24 maggio 2024, il Decreto Salva Casa (DL 69/2024, convertito nella Legge 105/2024) ha introdotto strumenti che rendono la sanatoria più semplice e meno costosa rispetto al passato.
Le Tolleranze Costruttive (art. 34-bis DPR 380/2001): Molte piccole difformità (una finestra spostata di pochi centimetri, nicchie non dichiarate, piccole variazioni di superficie) rientrano ora nelle tolleranze parametrate (dal 2% al 5% a seconda della superficie dell'immobile). Se la discrepanza tra stato legittimo e stato di fatto rientra in questi margini, il tuo tecnico potrebbe confermarti che lo stato legittimo è già rispettato senza bisogno di sanazioni.
La Sanatoria Semplificata (art. 36-bis DPR 380/2001): Per le difformità pregresse che non rientrano nelle tolleranze, il Salva Casa ha introdotto una procedura di accertamento di conformità semplificata. Non devi più dimostrare la conformità alle norme dell'epoca della costruzione, ma solo che l'opera rispetta le norme urbanistiche ed edilizie attuali. Questo significa che molte "infrazioni" vecchie (come una finestra che rispettava i parametri del 1990 ma non del 2024) oggi possono essere sanate con procedure meno complesse e costose.
Attenzione però: Queste semplificazioni si applicano alle difformità già esistenti, non agli interventi che farai adesso. Se cambi gli infissi oggi (2026), quell'intervento deve rispettare le norme attuali senza tolleranze.
Quanto costa verificare lo stato legittimo
La verifica documentale costa indicativamente tra i 400 e i 800 euro, a seconda della complessità dell'immobile e del numero di titoli edilizi da recuperare. I costi sono aumentati rispetto a qualche anno fa per l'inflazione e l'aumento dei compensi professionali, specialmente nelle grandi città. i costi sono aumentati rispetto a qualche anno fa per l'inflazione e l'aumento dei compensi professionali
Se serve una relazione di conformità urbanistica da allegare alla CILA o alla pratica ENEA, il costo sale: tra i 600 e i 1.200 euro.
Se devi sanare una difformità, i costi dipendono dal tipo di pratica. Una SCIA in sanatoria parte da 1.500-2.000 euro (onorario tecnico + diritti). Un permesso in sanatoria può costare il doppio. Una sanatoria paesaggistica può superare i 3.000 euro.
Se la difformità rientra nelle Tolleranze Costruttive del Salva Casa, il tecnico può limitarsi a una relazione semplificata (300-500 euro), senza pratica in sanatoria.
Sembra tanto? Considera che se il bonus decade, perdi tra i 5.000 e i 15.000 euro (a seconda dell'intervento). La verifica costa una frazione del rischio che corri.
Casi in cui lo stato legittimo non serve
Ci sono. Ma sono pochi.
Se sostituisci gli infissi senza modificare forma, dimensione e posizione, e non chiedi bonus fiscali, l'intervento è considerato manutenzione ordinaria. Non serve titolo abilitativo, quindi non serve dimostrare lo stato legittimo.
Ma attenzione: se cambi anche solo la tipologia di apertura (da anta battente a scorrevole, ad esempio), l'intervento diventa manutenzione straordinaria. E serve la CILA. E con la CILA, serve la conformità urbanistica.
Inoltre, se l'immobile è in condominio, anche per la manutenzione ordinaria potrebbe essere richiesta una comunicazione all'amministratore. E l'amministratore potrebbe chiederti di dimostrare che l'intervento non crea problemi urbanistici al condominio.
La mia opinione
Lo stato legittimo è uno di quei concetti che nessuno ti spiega finché non ti trovi con il problema. Il serramentista non te lo chiede. Il commercialista che ti fa la dichiarazione dei redditi non lo controlla. Il tecnico che compila la pratica ENEA a volte non lo verifica.
Poi arriva il controllo dell'Agenzia delle Entrate. E scopri che quella finestra spostata nel 1995, mai sanata, ti è costata 8.000 euro di bonus decaduto più sanzioni.
La verifica dello stato legittimo è una rottura. Costa tempo e soldi. Ma è l'unica cosa che ti protegge davvero. E se hai intenzione di chiedere un bonus fiscale, è obbligatoria. Non facoltativa. Obbligatoria.
Il Decreto Salva Casa ha reso le cose un po' più facili per chi ha difformità vecchie, ma non elimina l'obbligo di verificare. Anzi: proprio per questo conviene farla bene, perché oggi hai più strumenti per risolvere il problema senza rischi.
Falla prima di firmare il preventivo. Non dopo.